Covid e variante Delta: le nuove restrizioni nei Paesi Ue

Turisti all'arrivo in aeroporto alle Canarie. [EPA-EFE/Angel Medina]

In molti Stati del Vecchio Continente l’aumento dei contagi per effetto della variante Delta ha spinto le autorità nazionali e locali ha introdotte una serie di contromisure. Si va dal coprifuoco in Catalogna, al ritorno allo smart working per molti lavoratori olandesi o all’obbligo del Green Pass per cinema, stadi o ristoranti, come in Francia.

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) prevede un forte aumento dei contagi da coronavirus nelle prossime settimane, legato alla diffusione della variante Delta. Entro la fine di agosto la Delta sarà responsabile del 90% dei contagi in Europa.  La variante si è ora diffusa in almeno 85 paesi in tutto il mondo. Si stima che sia il 40-60% più trasmissibile della variante Alpha, individuata per la prima volta in Inghilterra.

Quasi il 70% degli adulti nell’Ue ha ricevuto almeno una dose e oltre il 50% ha completato il ciclo di vaccinazione e presto l’Europa sarà il primo continente per vaccinazioni effettuate. Per evitare che la variante Delta continui a diffondersi però è necessario che questa percentuale salga. “Siamo di fronte a una doppia sfida. – ha sottolineato il commissario Ue al mercato interno, Thierry Breton – Superare l’esitazione sui vaccini in Europa e aiutare il resto del mondo a essere vaccinato, con l’Africa in prima fila”. L’aumento dei contagi preoccupa molti Paesi europei che, a differenza del Regno Unito che da lunedì 19 luglio ha deciso di far cadere tutte le restrizioni imposte in precedenza, stanno introducendo nuove misure di contenimento dei contagi o estendendo l’uso del Green Pass in modo da spingere sempre più persone a vaccinarsi. Vediamo quindi come si stanno muovendo alcuni Stati.

Italia

La possibilità che il governo introduca l’obbligo della certificazione verde covid-19 per alcune attività e che a questo vengano accostate delle sanzioni anche piuttosto salate per chi violerà le regole prende sempre più piede. Il prossimo decreto prossimo decreto dovrebbe imporre il rilascio della carta verde solo a chi ha ricevuto anche la seconda dose di vaccino. Stando a quanto anticipato nei giorni scorsi il Green Pass servirà per salire su treni, aerei e navi, entrare in un cinema o a teatro, frequentare palestre, piscine e discoteche (quando apriranno), ma anche per andare al centro commerciale o allo stadio. Sull’uso della certificazione anche per bar e ristoranti la maggioranza si divide.

Preoccupata per l’aumento dei contagi, la Sicilia ha deciso di imporre il tampone obbligatorio per chi arriva da Malta, Spagna, Portogallo e altri Paesi extraeuropei considerati a rischio. Anche la Sardegna ha annunciato di voler fare un’ordinanza analoga.

Francia

Parigi da domenica 18 luglio ha vietato l’ingresso ai non vaccinati che non hanno un tampone negativo, fatto nelle precedenti 24 ore, in arrivo da Spagna, Portogallo, Grecia, Paesi Bassi, Cipro e Regno Unito. Da inizio agosto in tutto il Paese sarà necessario mostrare il Green Pass per andare nei caffè, ristoranti, centri commerciali e nelle strutture mediche, oltre che per salire su aerei, treni e pullman di lunga percorrenza. Da settembre inoltre il governo ha previsto l’obbligo di vaccinazione per il personale sanitario.

Germania

I contagi stanno salendo anche in Germania. Chi rientra da un viaggio in zone a rischio, come la Spagna, dovrà presentare un tampone negativo oppure la certificazione di una completa vaccinazione per evitare di doversi mettere in quarantena. Ancora più rigide le regole per chi torna da Cipro: in questo caso sarà comunque obbligatoria una quarantena da cinque a dieci giorni. La Germania per ora non “intende” rendere obbligatoria la vaccinazione anti-Covid, ha dichiarato la cancelliera Angela Merkel, sottolineando però che “quante più persone saranno vaccinate, tanto prima potremo tornare alle nostre libertà”.

Spagna

A Barcellona è tornato il coprifuoco notturno per cercare di fermare i contagi e la diffusione della variante Delta. La Corte Superiore di Giustizia della Catalogna ha autorizzato la reintroduzione delle restrizioni alla circolazione delle persone tra l’una e le sei del mattino. La misura riguarda 161 comuni, tra cui Barcellona, con più di 5.000 abitanti con un’incidenza di oltre 400 nuovi casi ogni 100 mila abitanti nell’ultima settimana.

Portogallo

Allerta alta anche in Portogallo, dove è necessario esibire un risultato di tampone negativo, certificato di vaccino o recente guarigione per soggiornare in hotel e Airbnb. Stessa misura anche per andare al ristorante in 60 comuni, compresi Lisbona e Porto. Nelle due città dal 2 luglio è tornato in vigore il coprifuoco, con un divieto di circolazione fra le 23 e le 5 di mattina. Inoltre è stata estesa ad altri 16 comuni la limitazione degli orari di apertura dei bar e dei ristoranti, che devono chiudere alle 22.30 durante la settimana e alle 15.30 nel weekend.

Grecia

Dopo un’improvvisa impennata di contagi a Mykonos, la Greciaa Grecia ha deciso di introdurre un coprifuoco notturno di 5 ore e altre restrizioni sull’isola a partire dal 26 luglio. Il coprifuoco sarà dall’una alle 6 di mattina. Le autorità hanno deciso anche di imporre il divieto per ristoranti, bar e discoteche di diffondere musica.

Austria

Anche l’Austria nelle ultime settimane ha visto crescere significativamente i suoi contagi. Pertanto il governo ha deciso di correre ai ripari imponendo nuove restrizioni: per entrare in hotel, ristoranti e locali notturni è necessario mostrare il certificato di vaccinazione, guarigione o un tampone negativo e farsi registrare all’ingresso con nome e cognome.

Olanda

Anche i Paesi Bassi sono uno degli Stati tornati in rosso nella mappa dell’Ecdc. Il primo ministro Mark Rutte ha esortato le persone a lavorare di nuovo da casa per cercare di contenere la diffusione del contagio. I tassi di infezione sono tornati a salire poco dopo che il governo ha allentato quasi tutte le restrizioni il mese scorso, inclusa la riapertura dei locali notturni. Rutte ha parlato di un “errore di giudizio”. Il governo ha quindi deciso di imporre a locali notturni e discoteche di chiudere nuovamente fino a metà agosto.