Covid-19, la Commissione Ue invita gli Stati membri a prepararsi per la prossima fase della pandemia

La commissaria alla salute Stella Kyriakides presenta le proposte della Commissione Ue per la fase attuale della pandemia. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET / POOL]

L’Ue ha proposto una serie di azioni che gli Stati membri dovrebbero compiere per gestire al meglio l’attuale fase della pandemia di Covid-19 e prepararsi al futuro. Tra queste, proseguire con le vaccinazioni e investire nei sistemi sanitari.

La Commissione europea ha proposto una serie di azioni per la gestione dell’attuale fase della pandemia di Covid-19 e prepararsi alla successiva. Sarà essenziale il coordinamento, perciò l’esecutivo invita gli Stati membri ad applicare le misure prima dell’autunno per garantire la preparazione alla risposta sanitaria.

Gli attuali livelli di infezione hanno portato a una riduzione delle restrizioni in tutta Europa, ma l’Ue sottolinea la necessità di rafforzare la sorveglianza, i sistemi sanitari e la preparazione alle pandemie prima che in autunno possa esserci un peggioramento della situazione.

Gli Stati membri sono così stati invitati a intensificare le vaccinazioni e la somministrazione delle dosi di richiamo per il Covid-19, tenendo conto dell’incidenza delle influenze stagionali. Inoltre, l’esecutivo chiede di istituire sistemi di sorveglianza basati su stime rappresentative e di proseguire con test e sequenziamenti per acquisire maggiori informazioni sulle varianti.

La Commissione chiede maggiori investimenti nella ripresa dei sistemi sanitari, messi a dura prova dalla pandemia, e un impegno per valutare gli effetti ulteriori della pandemia, incluso l’impatto sulla salute mentale.

Invita inoltre gli Stati ad applicare norme armonizzate a livello Ue sui viaggi, per garantire che si possano svolgere in maniera sicura e libera sia all’interno dell’Europa che da e verso i partner internazionali. Chiede infine di intensificare la lotta contro la disinformazione sul Covid-19.

La Commissione europea ha annunciato anche azioni per aumentare la resilienza delle catene di approvvigionamento e lanciato una gara di appalto per la produzione di vaccini a mRna e a vettore virale.

“Stiamo entrando in una nuova fase della pandemia, perché stiamo passando dallo stato di emergenza alla gestione sostenibile del Covid-19”, ha dichiarato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. “Dobbiamo rimanere vigili: il numero di infezioni è ancora elevato ed è possibile che nuove varianti compaiano e si diffondano in fretta. Ma sappiamo come procedere: dobbiamo intensificare le vaccinazioni, le dosi di richiamo e  i test mirati”.

“La pandemia non è finita e il virus è destinato a rimanere”, ha dichiarato il commissario Margaritis Schinas. “Sebbene la situazione stia migliorando, dobbiamo prepararci a diversi scenari in modo coordinato. Ora che abbiamo domato le fiamme dell’emergenza possiamo trasformarci in architetti di un’Unione della salute che mantenga nel contempo la società aperta e resiliente”, ha aggiunto.

“Il Covid-19 ha dimostrato l’importanza di una capacità di produzione dei vaccini prontamente disponibile in tempi di crisi. A seguito di un’espansione senza precedenti, l’Ue ha raggiunto una capacità di produzione equivalente a 3-4 miliardi di dosi l’anno che potremo mantenere attraverso l’iniziativa Eu Fab”, ha detto il commissario al mercato interno Thierry Breton.

Infine la commissaria europea alla salute Stella Kyriakides ha dichiarato che “è fondamentale che gli Stati membri mantengano un elevato livello di vigilanza e di preparazione in caso di nuovi focolai”, anche nell’attuale situazione di rilassamento delle restrizioni.

Kyriakides è intervenuta anche sulla questione delle epatiti che stanno colpendo i bambini europei: sono finora 40 i casi registrati. “L’Ue segue da vicino la situazione, che è preoccupante”, ha detto, aggiungendo che gli Stati membri dovrebbero condividere tutte le informazioni possibili.

“Al 25 aprile erano circa 40 i casi negli Stati membri, tutti bambini tra un mese e sedici anni d’età. La probabile origine è virale, ma abbiamo bisogno di più informazioni. L’Ecdc pubblicherà presto una prima valutazione”, ha concluso.