Coronavirus, vaccino AstraZeneca: su limiti, età e stop i Paesi Ue vanno in ordine sparso

[EPA-EFE/Piroschka van de Wouw]

Il vertice dei ministri Ue della Salute, convocato dopo l’ennesimo parere dell’Ema sul vaccino anti-Covid di AstraZeneca, non è bastato per far sì che i 27 Paesi membri arrivassero a una posizione comune. Quel che è certo è che il vaccino di Oxford avrà delle limitazioni in ogni Stato che però cambieranno da Paese a Paese.

D’altronde, in materia sanitaria, l’Ue non ha né una competenza esclusiva né una competenza concorrente con gli Stati membri, ma solo una competenza limitata per completare, entro limiti ben precisi, l’azione degli Stati, particolarmente “per la tutela e miglioramento della salute umana”, come afferma l’articolo 6 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

L’appello della commissaria alla salute Stella Kyriakides, secondo la quale occorre “parlare con una voce sola”, non è riuscito a persuadere i ministri, fatto salvo per alcune eccezioni. Ad esempio il ministro della Salute Roberto Speranza che ha ribadito: “Dobbiamo decidere insieme”. Ma così non è e non sarà.

AstraZeneca, il parere dell'Ema: "Possibile legame tra il vaccino e le rare trombosi. Ma i benefici superano i rischi"

L’agenzia europea del farmaco non raccomanda alcuna limitazione per specifiche fasce d’età dal momento che non è “non dimostrato” il nesso tra gli eventi trombotici e l’età. Alle 18 vertice dei ministri della Salute Ue per discutere della questione.

È “possibile” …

I limiti di età

Il 31 marzo la Germania ha deciso di sospendere la somministrazione di AstraZeneca per coloro che hanno meno di 60, dopo 31 casi sospetti di trombosi, di cui 29 tra donne di età compresa tra i 20 e i 63 anni. Berlino ha deciso anche di consigliare agli under 60 anni che hanno ricevuto la prima dose del vaccino di Oxford di farsi inoculare un vaccino diverso con la seconda dose.

Mercoledì 7 aprile anche il Regno Unito ha detto che adotterà nuovi consigli medici per offrire alla maggior parte delle persone sotto i 30 anni un’alternativa ad AstraZeneca, se possibile.

La Spagna darà il vaccino della casa farmaceutica anglo-svedese solo alle persone dai 60 ai 65 anni, mentre l’Italia lo darà agli over 60. In Belgio, per un mese, sarà dato solo alle persone oltre i 55 anni. Lo stesso limite vale anche in Francia. In Svezia invece sarà dato solo agli over 65 e in Estonia agli over 60.

Mercoledì 7 aprile l’Ema ha detto che i coaguli di sangue dovrebbero essere elencati come un effetto collaterale “molto raro” del vaccino e ha ribadito che i benefici sono superiori ai rischi. L’annuncio è arrivato dopo che l’Agenzia europea dei medicinali ha esaminato 86 casi di trombosi, 18 dei quali erano fatali, su circa 25 milioni di persone in Europa che hanno ricevuto il vaccino AstraZeneca.

Fonti dell’Ue, sentite da Euractiv.com, insistono che il programma di vaccinazione dell’Europa non sarà influenzato a causa dei nuovi sviluppi con AstraZeneca. Nel secondo trimestre del 2021, Bruxelles si aspetta 200 milioni di dosi da Pfizer-BioNTech, 55 milioni di dosi one-shot da Johnson & Johnson, 35 milioni di dosi da Moderna e 70 milioni da AstraZeneca. Le stesse fonti hanno aggiunto che l’obiettivo di vaccinare il 70% della popolazione entro la fine di agosto è ancora raggiungibile.

Il vaccino di AstraZeneca è stato somministrato in almeno 111 paesi, più di qualsiasi altro vaccino anti-Covid disponibile, secondo i dati AFP. Viene usato sia nei paesi più ricchi che nelle nazioni povere, attraverso il programma dell’Onu Covax.

AstraZeneca non è meno sicuro degli altri vaccini

Nei giorni scorsi l’Agenzia nazionale francese per la sicurezza dei medicinali (Ansm) ha pubblicato i risultati di una sua indagine sugli effetti avversi della vaccinazione. Su 9 milioni di dosi iniettate, sono stati identificati circa 2900 effetti avversi gravi, dalla trombosi all’herpes zoster. Di questi 9 milioni di iniezioni, sono stati analizzati 12.249 casi di eventi avversi, ovvero lo 0,2%. E, a differenza di quanto si tende a credere in questo periodo, i risultati dicono che il vaccino di AstraZeneca non ha causato più eventi avversi degli altri.

Secondo lo studio dell’Ansm, sia in termini assoluti che relativi, Pfizer ha avuto il maggior numero di eventi avversi. Per quel che riguarda i casi di trombosi, spiega lo studio francese, 91 casi di eventi tromboembolici gravi sono stati riportati per AstraZeneca, 89 per Pfizer e nessuno per Moderna. In ogni caso si sta parlando sempre di casi molto rari ed è bene ricordare anche che i numero di dosi Pfizer somministrate è complessivamente più alto.

Non ci sono attualmente linee guida sulla “miscelazione e l’abbinamento” dei vaccini COVID-19, ha chiarito mercoledì (7 aprile) l’Agenzia europea per i medicinali (EMA), dato che diversi paesi europei stanno considerando strategie di vaccinazione mista.

Non ci sono dati sull’abbinamento di diversi vaccini nelle due dosi

Tenendo conto delle nuove limitazioni per AstraZeneca e anche dei ritardi sulle consegne annunciati dalla casa farmaceutica, alcuni Paesi stanno valutando la possibilità di somministrare un altro vaccino ad alcuni di coloro che hanno avuto la prima dose di AstraZeneca. Su questo però al momento l’Agenzia europea dei medicinali non ha dato alcuna indicazione “L’Ema non ha emesso linee guida relative alla miscelazione e all’abbinamento di diversi vaccini tra la prima e la seconda dose”, ha ricordato mercoledì Peter Arlett, capo della task force di analisi dei dati e dei metodi dell’agenzia.

Arlett ha poi aggiunto che c’è “una ragione teorica per pensare che mescolare i vaccini potrebbe funzionare, e potrebbe essere un approccio sicuro ed efficace”, ma ha confermato che nessun dato è stato presentato all’Ema e quindi nessuna valutazione è stata fatta su questo. “Se tali dati diventano disponibili, li valuteremo immediatamente”, ha assicurato.

In proposito alcuni esperti suggeriscono che diverse combinazioni di vaccini potrebbero lavorare insieme per rafforzare la risposta immunitaria del corpo al virus, ma al momento non ci sono dati che consentano di fare un’analisi più approfondita.