Coronavirus, Merkel apre a una riforma del Trattato per dare più potere all’Ue sulla sanità

Angela Merkel [EPA-EFE/CLEMENS BILAN]

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha detto che l’Unione europea ha bisogno di più potere per coordinare la risposta alle crisi sanitarie come la pandemia di coronavirus e non ha escluso che possa essere necessaria una riforma del trattato per raggiungere questo obiettivo.

“Credo che l’Europa abbia bisogno di più competenze nel campo della salute”, ha detto la Merkel all’evento organizzato dal Partito Popolare Europeo (PPE). Merkel ha citato come esempio l’idea di potenziare ulteriormente il Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC) con sede a Stoccolma, che è modellato sull’Istituto Robert Koch (RKI) tedesco.

Angela Merkel, dopo 16 anni, si appresta a lasciare la Cancelleria (in Germania si voterà per le legislative a settembre), tuttavia questa apertura è un segnale importante. Prima del Covid-19, infatti, l’ipotesi di mettere mano al trattato veniva considerato un rischio enorme dato che in alcuni Paesi sarebbe necessario un referendum.

Vaccini

Durante il suo intervento la cancelliera ha difeso la strategia Ue sui vaccin, ricordando che senza l’Ue “molti paesi europei non avrebbero avuto la possibilità di comprare vaccini da soli” e “ci sarebbe stato una gara tra grandi paesi e piccoli paesi”.

La leader tedesca ha anche criticato l’atteggiamento di alcuni governi dell’Ue nei confronti della strategia di vaccinazione della Commissione europea, avvertendo che è un errore ricorrere a vaccini cinesi o russi che non hanno ottenuto l’approvazione dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema).

Allo scoppio della pandemia “non eravamo preparati perché la sanità non è una competenza europea; la Ue dovrebbe avere più poteri in materia: cambiare i trattati non è un fine in sé tuttavia potrebbero essere il caso di procedere in tale direzione”, ha dichiarato la cancelliera.

 

 

Von der Leyen: "Dobbiamo costruire un'unione della sanità. Nel 2021 vertice mondiale in Italia"

Nel suo primo discorso sullo stato dell’Unione la presidente della Commissione ha toccato diversi temi: dal piano per la ripresa alla necessità di introdurre un salario minimo in tutti i Paesi.

“Dobbiamo costruire un’unione della sanità”, ha dichiarato la presidente della …

Un’unione sanitaria europea

Nel suo primo discorso sullo Stato dell’Unione, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva sottolineato la necessità di costruire un’unione sanitaria europea più forte. In questo contesto, ridiscutere le competenze in materia sanitaria “è uno scopo nobile e urgente per la Conferenza sul futuro dell’Europa”, aveva spiegato. Tuttavia, questa idea non piace ad alcuni Stati membri, in particolare a quelli del cosiddetto gruppo di Visegrad.

Merkel, in proposito, ha anche ricordato che l’Organizzazione mondiale della sanità ha detto all’Ue che non dovrebbe vedersi solo come un mercato unico in termini economici, ma anche quando si tratta di politica sanitaria. “Idealmente, avremmo dovuto sempre avere un approccio europeo uniforme alle chiusure, ai lockdown e ad altre misure”, ha detto. “Ed è per questo che penso che sia giusto che il presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, dica che abbiamo bisogno di una politica sanitaria che sia più fortemente coordinata, almeno per questi rischi sanitari sovraregionali – sia a livello intergovernativo che europeo”.

Superare il criterio dell’unanimità

Merkel ha aggiunto che l’Ue potrebbe anche prendere in considerazione l’ipotesi di riformare il modo in cui prende decisioni su alcune politiche per rendere il processo più efficiente, ad esempio passando dall’unanimità alla maggioranza qualificata.

Per quanto riguarda la politica estera, la cancelliera ha sottolineato di aver “fatto delle proposte per un Consiglio di sicurezza europeo composto da Stati membri a rotazione, che può sempre agire molto più rapidamente su una base ad hoc, e che l’unanimità può anche essere abbandonata su alcune questioni”.