Coronavirus in Europa: dalla Danimarca all’Italia nuove restrizioni e chiusure

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L’aumento dei contagi e il timore di una terza ondata spingono i governi di tutta Europa a prorogare o rafforzare le restrizioni anti-Covid. Dopo l’annuncio di un nuovo lockdown nel Regno Unito e la proroga in Danimarca, anche la Germania ha esteso il blocco fino al 31 gennaio. La Francia ha anticipato il coprifuoco in molti dipartimenti e l’Italia ha fatto slittare la riapertura delle scuole.

La sera del 4 gennaio il primo ministro britannico Boris Johnson ha annunciato un nuovo lockdown in Inghilterra, che durerà almeno fino a metà febbraio per cercare di attenuare la diffusione della nuova variante del contagio, che si sta diffondendo molto più rapidamente. Negozi, ristoranti, centri sportivi e culturali, biblioteche e teatri rimarranno chiusi e la didattica sarà per tutti a distanza. Anche la prima ministra scozzese, Nicola Sturgeon, ha annunciato un lockdown nazionale fino a fine mese.

In Germania il governo federale e i Länder hanno deciso di prorogare fino al 31 gennaio il lockdown e la chiusura delle scuole, compresi gli asili. Rimangono aperti solo i negozi di beni essenziali, come alimentari o farmacie, e le banche. “Un allentamento prematuro ci farebbe tornare molto indietro”, ha dichiarato domenica , il premier della Baviera e leader dell’Unione cristiano sociale (Csu). “I numeri sono ancora troppo alti”, ha aggiunto. “Per quanto sia fastidioso, dobbiamo essere coerenti e non arrenderci troppo presto”.

Anche la Danimarca ha prorogato di due settimane il blocco, fino al 17 gennaio. La premier Mette Frederiksen ha sottolineato che la situazione relativa ai tassi di contagio, ai ricoveri e ai decessi è attualmente “più seria rispetto alla primavera” scorsa. Con la proroga del lockdown, iniziato il 16 dicembre, rimangono chiuse le scuole, i centri commerciali, i ristoranti, i bar e tutti i negozi ritenuti non essenziali.

In Francia, sabato il governo ha anticipato il coprifuoco notturno in 15 dipartimenti dalle 20.00 alle 18.00.  I dipartimenti che anticipano la chiusura sono: Hautes-Alpes, Alpes-Maritimes, Ardenne, Doubs, Jura, Marna, Alta-Marna, Meurthe-et-Moselle, Meuse, Moselle, Nièvre, Haute-Saône, Saône-e-Loira, Vosges e Territoire de Belfort. La diffusione dei contagi in quelle zone è aumentata più rapidamente che altrove, spingendo i leader locali a chiedere un blocco più severo. Parigi ha deciso anche di rinviare la riapertura di musei e cinema, inizialmente prevista per il 7 gennaio. Le scuole, invece, sono state riaperte il 4 gennaio. Tuttavia non si escludono nuove chiusure in futuro se i contagi dovessero continuare ad aumentare.

In Italia gli studenti di elementari e medie ritornano in presenza il 7 gennaio, tranne in Campania, quelli delle superiori in presenza al 50% l’11 gennaio, tranne in Campania (dove riaprono il 25), Marche, Veneto e Friuli (il 1° febbraio).  Il 7 e l’8 gennaio tutto il Paese sarà zona gialla, con libertà di movimento all’interno della Regione e la riapertura dei bar e dei ristoranti, ma solo per due giorni, fino alle 18. Nel fine settimana del 9 e del 10 invece sarà zona arancione.  Dall’11 scatta la divisione in fasce a seconda dell’andamento dei contagi.

In Grecia, dopo la pausa natalizia durante la quale le restrizioni sono state allentate, il governo ha deciso di far tornare il Paese in lockdown fino al 10 gennaio.  Chiusi i parrucchieri e i centri estetici, così come le librerie e le chiese, decisione che ha provocato attriti tra il governo e la Chiesa ortodossa che ha deciso di ignorare le nuove restrizioni, dicendo che le sue porte rimarranno aperte per celebrare l’Epifania.  Dalle 21 alle 5 del mattino ci sarà il coprifuoco. Le scuole riapriranno l’11 gennaio.