“Con la riapertura totale oltre 151 mila ricoveri in terapia intensiva” Il report che ha fatto frenare Conte

Secondo il comitato scientifico nelle riaperture è necessario “adottare un approccio a passi progressivi”. [Wikimedia Commons]

Riaprire le scuole potrebbe portare allo sforamento del numero di posti letto in terapia intensiva attualmente disponibili a livello nazionale. La ripresa dei settori manifatturiero ed edile invece avrebbe un impatto minimo sulla trasmissibilità del coronavirus, a patto che i contatti in comunità non aumentino e vengano mantenute le distanze. Scenario irrealizzabile per il settore commerciale e di ristorazione, che quindi non potranno ripartire nell’immediato per non rischiare di innescare nuove epidemie.

Le stime della diffusione epidemica associata a diversi scenari di rilascio del lockdown, presentate nella relazione del comitato scientifico guidato dal professor Silvio Brusaferro, richiedono “un approccio di massima cautela”. Alla luce di queste raccomandazioni, il governo ha deciso di frenare la ripartenza, prolungando il lockdown. “Essendo le stime attuali di R0 comprese nel range di valori tra 0.5 e 0.7, ed essendo evidente dalle simulazioni che se R0 fosse anche di poco superiore a 1 l’impatto sul sistema sanitario sarebbe notevole, è evidente che lo spazio di manovra sulle riaperture non è molto”, si legge nella relazione.

Entrando più nel dettaglio delle simulazioni, si vede che con un’immediata riapertura di tutte le attività il valore di R0 sarebbe superiore a 2 il che significa che a giugno rischieremmo oltre 151 mila ricoveri nelle terapie intensive. Gli unici scenari compatibili con il mantenere R0 sotto la soglia di 1 sono quelli che considerano la riapertura dei settori legati a edilizia, manifattura e commercio correlato a queste attività, assumendo un’efficacia della protezione delle vie respiratorie nel ridurre la trasmissione del virus del 25%. Su questo valore, precisa il documento, ci sono tuttavia delle incertezze dovute a una limitata evidenza scientifica. Ad ogni modo l’uso della mascherina è “ampiamente consigliato”.

Sperimentare le misure per 14 giorni

I modelli previsionali sono stati elaborati dall’Istituto superiore di Sanità, con il ministero della Salute, la Fondazione Bruno Kessler e l’Inail e, come ha spiegato l’Iss, sono “funzionali a supportare l’individuazione di scenari possibili per le prossime settimane in Italia”. Secondo il comitato scientifico nelle riaperture è necessario “adottare un approccio a passi progressivi”. Per questa ragione si consiglia di sperimentare le misure per almeno 14 giorni, monitorando l’impatto delle riaperture. Inoltre la ripresa di manifattura, edilizia e commercio e trasporto correlati a queste attività presuppone che “vengano adottate tutte le misure di distanziamento sociale e di igiene personale ed ambientale”.

Nel rapporto vengono indicate anche alcune variabili determinanti per mantenere il valore di R0 inferiore a 1: il rispetto delle raccomandazioni dei sistemi di trasporto, l’uso delle mascherine per comunità in tutti i luoghi pubblici confinati o a rischio di aggregazione, il mantenimento del distanziamento sociale e dell’igiene delle mani e ambientale in tutte le attività.  Il comitato scientifico inoltre consigliava di consentire l’attività fisica su base individuale, inclusi bambini ed anziani, in prossimità della residenza. L’ultimo decreto Conte invece consente l’accesso ai parchi pubblici, condizionato al rispetto delle regole di sicurezza previste, e l’attività sportiva all’aperto, purché svolta individualmente e nel rispetto della distanza di almeno due metri.