Calcio, dalla Danimarca alla Russia 11 campionati pronti a ripartire

Un'immagine emblematica del nuovo calcio post-coronavirus: i giocatori del Bayer Leverkusen rientrano negli spogliatoi indossando una mascherina alla fine del primo tempo della sfida con il Werder Brema. [EPA-EFE/STUART FRANKLIN / POOL]

La situazione dei campionati di calcio in Europa è diversa in ogni Paese: c’è chi è già ripartito, chi ha terminato in anticipo e chi aspetta ancora il via libera dal proprio governo.

Sabato 16 maggio è tornata in campo la Bundesliga, il primo campionato europeo importante a riaprire i battenti dopo la pausa forzata dovuta al coronavirus. Prima della Germania si era già tornati a giocare nelle Isole Fær Øer, ma si trattava di un campionato semi-amatoriale.

È stato strano vedere i giocatori festeggiare a distanza per celebrare un gol o una vittoria, così come il silenzio assordante degli spalti che ha permesso di udire quasi ogni cosa pronunciata in campo, con conseguenze a volte decisamente spiacevoli.

Eppure bisogna abituarsi, perché il calcio post-coronavirus sarà questo. Porte chiuse, stadi vuoti, panchine distanziate, operatori con la mascherina.

Detto della Germania, gradualmente diversi altri Paesi europei hanno confermato la ripresa delle attività dei loro massimi campionati calcistici, ciascuno con tempistiche differenti e con misure concordate dai governi nazionali.

Coronavirus: il calcio riprende a velocità diverse

A causa della pandemia di coronavirus, tutti i campionati di calcio – a eccezione di quello bielorusso – sono stati costretti a fermarsi. Il 9 maggio, però, il primo è tornato a giocare regolarmente. Anche se è un campionato semi-amatoriale …

Si ricomincia

La Fortuna Liga della Repubblica Ceca sarà la prossima a partire, con la ripresa fissata il 25 maggio, ma preceduta da un recupero sabato 23. Il weekend successivo sarà poi la volta di Danimarca (28 maggio), Polonia (29 maggio), Lituania, Israele e Serbia (30 maggio).

L’Austria ha programmato la ripartenza per il 2 giugno, mentre il Portogallo riprenderà dal 4 e la Slovenia dal 5. Confermata la ripresa anche per i membri UEFA Turchia (12 giugno), Norvegia (16 giugno) e Russia (21 giugno).

Restano però numerosi Paesi in attesa di decisioni definitive: in Romania e Finlandia si sta valutando la possibilità di ridurre o eliminare i play-off e play-out regolarmente inseriti nel calendario, mentre la ripartenza non dovrebbe avvenire prima della metà di giugno.

La Spagna sta valutando numerose opzioni, la più ottimistica delle quali sarebbe riprendere a giocare dal 12 giugno. La Grecia invece sta attendendo l’ok del governo per ripartire dal 6-7 giugno, così come la Svezia aspetta un via libera per la ripresa il 14.

I giocatori della Premier League inglese hanno ripreso ad allenarsi a piccoli gruppi questa settimana, ma per la ripresa del campionato non c’è ancora una data precisa. La certezza è che non si riprenderà prima di giugno.

La Serie A italiana, infine, ha programmato la ripartenza del campionato il 13 giugno, ma il governo ha confermato la sospensione di tutte le attività sportive fino al 14. Se dovesse arrivare l’ok alla ripartenza potrebbe essere rilasciata una deroga per consentire la ripresa. La data in cui si dovrebbe avere la certezza della situazione italiana è il 28 maggio, giorno in cui è attesa la decisione definitiva.

C’è chi non riprende

Se la maggioranza delle federazioni calcistiche europee ha sempre sostenuto di voler ripartire, ci sono alcune che invece hanno scelto di chiudere la stagione 2019/2020 in anticipo e stanno lavorando per la partenza del prossimo campionato.

La Francia ha scelto di dichiarare conclusa la Ligue 1, assegnando il titolo al Paris Saint-Germain e componendo la classifica in base alla media dei punti realizzati nelle partite disputate fino a quel momento. Analoga la situazione in Scozia, dove il titolo è stato assegnato al Celtic di Glasgow con lo stesso sistema usato dai francesi.

Decisione simile in Belgio, dove la classifica della Pro League è stata congelata alla 29° delle 30° giornate della stagione regolare. Annullati i tradizionali play-off per la conquista dello scudetto, è stato dichiarato campione il Club Brugge, che aveva comunque 15 punti di vantaggio sulla seconda in classifica.

Diversa la scelta dell’Olanda, che ha deciso di non riprendere il campionato e la classifica della Eredivisie è stata congelata alla situazione dell’8 marzo, consentendo di comunicare le squadre che avrebbero avuto accesso alle coppe europee. Non è stato tuttavia assegnato alcun titolo, così come non avverranno promozioni e retrocessioni.