La Farmindustria europea: “Basta discussioni sui vaccini, ora serve unità”

Nathalie Moll, direttrice generale della Federazione europea delle associazioni e delle industrie farmaceutiche (Efpia). [Foto: Sarantis Michalopoulos]

La Commissione europea, i governi e le aziende farmaceutiche dovrebbero abbassare i toni della discussione in corso sui vaccini e concentrarsi su un obiettivo: produrli rapidamente per il maggior numero di persone possibile, ha detto il capo del settore farmaceutico dell’Ue, Nathalie Moll, in un’intervista a EURACTIV.

“Non è il momento di comportamenti nazionalistici o regionalistici o di una guerra commerciale sui vaccini. Bisogna invece concentrarsi sui risultati, permettere il potenziamento dello sviluppo, della produzione, del supporto, della ricerca, e concentrarsi sulle persone”, ha dichiarato Moll, direttore generale della Federazione europea delle associazioni e delle industrie farmaceutiche (Efpia).

“Non dovrebbe essere una questione politica, dovremmo pensare alle persone”, ha sottolineato. Moll ha aggiunto che le compagnie farmaceutiche sono sottoposte a grande attenzione e pressione. “Dobbiamo concentrarci sul fatto che abbiamo lo stesso obiettivo, vaccinare più persone possibili”, ha dichiarato, aggiungendo che ci si potranno attendere fluttuazioni nella distribuzione delle dosi. “Stiamo comunque parlando di vaccini, che sono un prodotto biologico complesso”, ha dichiarato Nathalie Moll.

L’Ue si è trovata coinvolta in una sorta di ‘guerra’ con la compagnia farmaceutica anglo-svedese AstraZeneca e ha lanciato, venerdì 29 gennaio, uno schema per controllare e, in alcuni casi, rifiutare l’esportazione dei vaccini prodotti nelle industrie in Europa.

Astrazeneca, ecco il contratto: l'Ue può importare dosi dal Regno Unito, ma rimangono molte incognite

L’azienda si era impegnata a utilizzare anche gli stabilimenti inglesi. Ma ha ragione quando dice che nel testo si parla di fare “il massimo sforzo possibile” e i dati sulle dosi sono oscurati.

Venerdì 29 gennaio la Commissione europea ha pubblicato …

Questa misura, secondo la Farmindustria europea, potrebbe portare a conseguenze catastrofiche. “Ogni meccanismo che va oltre la trasmissione di informazioni fattuali potrebbe essere considerato una potenziale restrizione alle esportazioni e complicherebbe veramente la distribuzione dei vaccini nel resto del mondo. Perciò abbiamo una responsabilita”, ha aggiunto Moll.

“L’Europa produce più del 75%  dei vaccini del mondo ogni giorno. Sono sicura che anche nel caso del Covid-19 abbiamo la possibilità di produrne molti. Abbiamo una particolare responsabilità a livello globale, oltre a quella verso i cittadini europei”, ha dichiarato.

Moll ha spiegato che la collaborazione tra aziende diverse sui vaccini sono già esistenti e continueranno ad aumentare. “Sanofi ha offerto la sua capacità di produzione a Pfizer, Novartis sta facendo lo stesso, Bayer produrrà il vaccino CureVac quando sarà approvato”, ha spiegato.

“Siamo stati incredibilmente resilienti e capaci di risolvere mille problemi dall’inizio della pandemia, in maniera incredibile. Sono sicura che possiamo continuare a farlo, finché lo facciamo tutti insieme”, ha concluso.