Coronavirus, la direttrice dell’Ema: “I cittadini sono più protetti se il vaccino è autorizzato dall’Ue”

La direttrice dell'Ema Emer Cooke. [EFE-EMA]

In un’intervista esclusiva ad Amsterdam con il nostro partner EUROEFE EURACTIV, Emer Cooke, direttrice dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema), ha sottolineato che gli europei sono molto più “protetti” se il vaccino Covid-19 è autorizzato dall’Agenzia Ue.

Tutti i vaccini Covid-19 – compresi quelli a venire – devono essere analizzati prima di concedere “un’autorizzazione solida che possa permetterne l’implementazione all’inizio dell’anno (2021)”, ha detto Cooke, aggiungendo che l’Ema non ha una alcuna preferenza per un vaccino piuttosto che per un altro. Riguardo al Regno Unito, primo paese in Europa ad aver già iniziato il programma di vaccinazione contro il Covid-19, il direttore dell’Agenzia non ha voluto dire di più. 

Il fatto che, finora, la maggior parte dei vaccini Covid-19 abbia un tasso di efficienza di circa il 90% è “un’ottima notizia”, ha dichiarato Cooke. Il capo dell’Ema ha però sottolineato che i dati attuali sono il risultato delle “analisi delle aziende”. Le autorità dell’Ue “devono confermare” che gli studi effettuati siano effettivamente sufficienti. “Stiamo lavorando molto duramente per soddisfare le aspettative della popolazione europea”, ha aggiunto.

Prima di iniziare a lavorare nel suo nuovo ruolo, lo scorso ottobre ad Amsterdam, Emer Cooke è stata direttore del Dipartimento di regolamentazione e prequalificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) a Ginevra, e ha quasi tre decenni di esperienza in materia di regolamentazione sanitaria internazionale.

Le richieste di Pfizer e Moderna

Una settimana fa, l’Ema ha ricevuto richieste formali di autorizzazione condizionata da parte delle aziende farmaceutiche Pfizer/BionNTech e Moderna per l’uso dei loro vaccini nell’Ue, dopo che il Regno Unito ha iniziato a vaccinare i suoi cittadini martedì senza attendere il via libera dell’Agenzia.

Il direttore dell’Ema si aspetta che il suo team finisca di esaminare la richiesta di Pfizer prima del 29 dicembre. Per quanto riguarda Moderna, invece, il team sarà in grado di analizzare la richiesta solo entro il 12 gennaio, poiché ha ricevuto meno test clinici e le informazioni necessarie sono ancora in fase di scambio.

“Vogliamo essere sicuri di esaminare i dati con estrema attenzione. Dobbiamo decidere le condizioni che la casa farmaceutica dovrà soddisfare una volta ottenuta l’autorizzazione condizionata. Per farlo bene ci vuole tempo (…) Dobbiamo raccogliere tutte le informazioni per dare un’autorizzazione che sia solida, e per essere sicuri di poter procedere con l’implementazione all’inizio del prossimo anno”, ha spiegato.

In attesa dei risultati dell’Ema, l’Ungheria ha mostrato interesse per il vaccino Sputnik V sviluppato dalla Russia, che non verrà analizzato dall’Agenzia Ue.

“Crediamo davvero che i pazienti siano più protetti con un vaccino con licenza, ma se c’è una situazione in cui il bisogno pubblico è molto elevato e la società farmaceutica o il paese in questione ritiene che i benefici siano superiori ai rischi per la popolazione, allora è libero di consentire l’uso temporaneo di un prodotto senza licenza”, ha aggiunto Cooke.

Le teorie no vax

L’Ema “prende molto seriamente tutto ciò che riguarda la comunicazione sui benefici e i rischi dei vaccini, in particolare in un mondo in cui sono diffuse ovunque così tante informazioni false”, ha detto Cooke, sottolineando che lo scopo di tali informazioni è quello di creare sfiducia nel lavoro scientifico.

Anche affrontare questo problema rientra tra le responsabilità dell’Ema, secondo la direttrice. Per questo, l’Agenzia lavorerà per diventare “la fonte definitiva e affidabile di informazioni sui vaccini”, aiutare a costruire la fiducia tra la popolazione e implementare una strategia di comunicazione contro le “teorie complottiste e no vax”, ha aggiunto Cooke.