L’uso strumentale del potere di veto colpisce ancora, la Commissione cede e approva il PNRR polacco

La Commissione Europea infine ha approvato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza della Polonia. La notizia, di per sé positiva, cela il lungo e travagliato scontro politico tra la Polonia e la Commissione europea e soprattutto il mezzo che il governo polacco ha utilizzato per giungere a questo risultato. Il fulcro della questione è, ancora una volta, l’uso strumentale del potere di veto. Nel caso specifico la Polonia ha vincolato la sua approvazione al provvedimento del Consiglio europeo -per il quale è necessaria l’unanimità dei voti- sulla Global Minimum Tax -già concordata dalla stessa Polonia in sede OCSE lo scorso ottobre- all’approvazione del suo PNRR congelato dalla Commissione Europea per la sistematica violazione dello Stato di Diritto in Polonia seguita alla controversa riforma del sistema giudiziario polacco e alla denuncia della prevalenza del Diritto Europeo su quelli nazionali sentenziata dalla Corte Costituzionale di Varsavia. Un vergognoso “do ut des” cui la Commissione ha ceduto e che ora lascia la sola Corte di Giustizia dell’Unione Europea a tutela dei diritti dei cittadini polacchi di fronte alle violazioni del diritto europeo perpetrate dal governo di Varsavia.