Lettera di un cittadino bulgaro: “Caro signor Weber, dove sono finiti i valori europei?”

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Proteste di fronte all'ambasciata tedesca a Sofia. [BGNES]

Pubblichiamo una lettera del cittadino bulgaro Momchil Daskalov, rivolta al parlamentare europeo Manfred Weber, che aveva espresso sostegno al governo del premier Boyko Borissov.

Gentile Signor Weber, le scrive un comune cittadino bulgaro che professa di credere nei classici valori europei, come sostenuto anche dal Partito Popolare Europeo (Ppe). Mi chiamo Momchil Daskalov. Mio figlio ha tradotto questo testo in inglese.

Mi sforzo di professare i valori europei ogni giorno nella mia vita, nel mio lavoro, nei miei rapporti con le persone e nell’educazione dei miei figli. I diritti umani, la libertà, la dignità, il diritto ad avere un’opinione secondo lo stato di diritto, costituiscono la mia fede. Non sono comunista, non sono di sinistra, non sono un sostenitore del nostro Presidente o dei vostri oppositori S&D.

E protesto. Ovviamente anche contro di voi.

Le scrivo in occasione del suo discorso al dibattito sullo Stato di diritto in Bulgaria al Parlamento europeo e per chiederle: cosa è successo ai valori del Ppe ai suoi personali e dove si è perso nel suo cammino di politico?

Mi scuso in anticipo per non aver usato il delicato linguaggio di Bruxelles, ma prometto di essere onesto.

Uno degli eventi più belli della mia vita è stata l’adesione della Bulgaria all’Ue ed è sicuramente la cosa migliore che sia successa al mio Paese dal 1885.

Sono felice che uno dei miei figli, come libero cittadino europeo, stia studiando all’Aia, in Olanda. Nella stessa università del ragazzo che è stato picchiato mentre era ammanettato da una dozzina di poliziotti in divisa, sotto le colonne del Consiglio dei ministri a Sofia, durante le proteste. Senza aver fatto nulla di male.

Avete visto il video? Certo che no. Non c’è nessuno che ve lo presenti. E molto probabilmente se l’aveste fatto, non avreste detto una tale sciocchezza nel vostro discorso davanti al Parlamento ieri sera, ovvero che se la gente protesta, allora c’è democrazia in Bulgaria. La violenza della polizia non è una componente della democrazia, e l’arresto e il pestaggio dei giornalisti non fa parte della democrazia. “Reporter senza frontiere” ha reagito con decisione al caso di Dimitar Kenarov, sono state contattate le istituzioni bulgare e internazionali. Ne prende atto anche la sua collega del Consiglio d’Europa, la signora Mijatović.

Lei si concentra sulle violazioni dei diritti umani in Bielorussia, il che è lodevole, ma l’omissione di identici principi di governance e di azione contro le proteste del “nostro governo” in Bulgaria, come ha affermato durante il suo discorso, è un segno di ipocrisia politica.

È soddisfatto del fatto che la Bulgaria sia al 111° posto in termini di libertà dei media secondo “Reporter senza frontiere”, perché l’80% dei media più influenti, comprese le televisioni più grandi, sono di proprietà di una ristretta cerchia di uomini d’affari vicini al governo e lavorano al di fuori di tutti gli standard giornalistici, etici e morali, compresa la televisione pubblica. Abbiamo visto tutti come lei comprenda la libertà di parola quando ha negato la parola all’unico membro dissenziente del suo partito, l’eurodeputato bulgaro Radan Kanev, che è stato costretto a rivolgersi al Parlamento per iscritto.

Lei ha definito il primo ministro bulgaro Boyko Borissov europeista.

A questo proposito, come commenterebbe il fatto che il suo (vostro) governo sta attualmente finanziando la rapida costruzione del progetto Turkish Stream, che è di importanza strategica per la Russia e il regime di Putin, ma non è redditizio per la Bulgaria, è stato fortemente criticato dall’UE ed è sotto la minaccia di sanzioni statunitensi?

Vi sembra un’iniziativa proeuropea?

Cosa pensa delle rivelazioni di Spiegel sull’estradizione di cittadini turchi e la loro resa al regime di Erdogan, nonostante le decisioni del tribunale bulgaro? Oltre ad essere “pro-europeo”, in che modo queste azioni corrispondono ai valori originari del Ppr?

E passiamo all’argomento più doloroso, che ha portato decine di migliaia di persone nelle piazze per quasi tre mesi. La corruzione. Una struttura statale immensa, che consuma tutto, che degrada. A partire dai grandi progetti europei per arrivare alle scuole, agli ospedali, ai comuni, alle forze dell’ordine e agli organi di controllo a tutti i livelli.

Lei proclama il successo del governo bulgaro nella lotta alla corruzione nel paese più corrotto dell’Ue.

Dal Rapporto emerge chiaramente che la Bulgaria è l’ultimo tra i Paesi dell’Unione nell’indice di trasparenza internazionale sulla percezione della corruzione e Bruxelles si aspetta risultati più seri dai casi di corruzione nelle alte sfere di potere.

Non a caso, secondo un sondaggio ufficiale, oltre il 65% dei bulgari sostiene le proteste e chiede le immediate dimissioni del governo e del procuratore capo.

Questo governo le sembra legittimo, anche se è stato presumibilmente eletto legalmente?

Lei dice che le proteste non possono far cadere i governi.

Signor Weber, si guardi intorno, per favore. Lei è nel Parlamento europeo, l’emanazione della democrazia occidentale e paneuropea. Come pensa che sia stata costruita?

Sullo sfondo dell’aumento delle forze centrifughe di estrema sinistra o di estrema destra e del crescente euroscetticismo, soprattutto nei nuovi Stati membri, dell’influenza russa aggressiva e ben pagata, lei ha dimostrato in una trasmissione in diretta come l’Ue non debba funzionare, come i valori europei, quelli che si suppone siano protetti dal Ppe, siano svuotati di contenuti.

Signor Weber, per sei voti in più nel suo partito, lei ha tradito le aspettative e i sogni dei cittadini bulgari di una nuova democrazia, che da trent’anni cerca di trovare il posto che le spetta in Europa e di liberarsi dal mortale abbraccio russo.

Lei difende un governo e un primo ministro falliti che hanno trasformato la corruzione in un metodo di governo e la menzogna in un comportamento.

Capite che chi sostiene la Мafia ne sta diventando parte?