Crisi migranti a Ventimiglia: quando la società civile sostituisce i governi nella difesa dei diritti umani

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[EPA/CHIARA CARENINI]

Dopo la chiusura del centro del campo di Roja dello scorso luglio e le restrizioni dovute all’aumento dei contagi da coronavirus dall’inizio dello scorso autunno, Ventimiglia si ritrova in piena emergenza migranti, con persone e intere famiglie per strada, a cui vengono preclusi servizi essenziali.

Il prefetto di Imperia ribadisce da settembre che il campo di Roja verrà sostituito con un centro di identificazione e transito, il quale si propone di “stabilizzare determinate situazioni giuridiche”. Se da una parte, dunque, il prefetto sta cercando di controllare il confine, dall’altra, non sembra che si stia elaborando una soluzione per fornire assistenza alle centinaia di persone per strada, molte delle quali in situazioni psicologiche e igienico-sanitarie molto critiche.

Nonostante le restrizioni e la stagione fredda, i flussi non si sono interrotti: la maggior parte dei migranti arrivano a Ventimiglia attraverso la rotta balcanica, passando per Trieste (o Treviso), spesse volte percorrendo tali tragitti a piedi. Anche la rete di volontari, volta ad assistere i migranti, si trova in grande difficoltà a causa delle restrizioni, soprattutto in una zona come Ventimiglia, dove molte realtà che forniscono assistenza provengono dalla Francia.

Oltre alle associazioni, singoli individui offrono il proprio supporto ai migranti, come nel caso di Delia, che con il suo bar “Hobbit” fornisce da anni supporto logistico ai migranti e alle associazioni. I volontari e le volontarie si organizzano per fornire pasti caldi, un tetto per le persone più vulnerabili e assistenza sanitaria. “la maggior parte dei migranti arrivano con ferite ai piedi, frustrate e altre lesioni” spiega Delia. “durante il loro viaggio la polizia ai confini li picchia”. Tra i migranti in transito, molti sono i minori non accompagnati, intere famiglie con bambini e donne incinte, che decidono comunque di incamminarsi e non fermarsi dopo il primo respingimento.

È diventato sempre più difficile arrivare in Francia legalmente e, di conseguenza, sono aumentati i passaggi illegali a scopo di sfruttamento e lucro. Per esempio, è cresciuto il numero dei passeur (rischiosi trasporti illegali dal costo minimo di circa 150€) e non si sono fermati coloro che provano il “passo della morte”: un sentiero tra l’Italia e la Francia dove è alto il rischio di cadere in profondi burroni, dal quale è difficile venire soccorsi. “L’ultimo incidente è stato circa due mesi fa. È stato trovato il cadavere di un ragazzo” spiega Delia.

Senza la rete di associazioni e volontari, i migranti sarebbero completamente abbandonati a sé stessi, poiché è totalmente assente il ruolo dello stato – e dell’Europa – nella garanzia del rispetto dei diritti umani per i migranti. Come ha spiegato più volte l’associazione romana Baobab Experience, i finanziamenti non mancano: 89 milioni dall’Ue vengono ricevuti dall’agenzia ONU International Organisation for Migration (IOM) e 131 milioni sono stati spesi nel periodo 2014-2020 sempre dall’Ue per finanziare i controlli alle frontiere. Il problema è che questi finanziamenti non riescono a fermare le situazioni che abbiamo visto nei campi alle porte dell’Europa, le violenze della polizia di frontiera nei confronti dei migranti e le forme di sfruttamento da parte dei trafficanti di esseri umani. A Ventimiglia questo paradigma si riproduce: la prefettura lavora per la creazione di un “piccolo” centro di identificazione e transito, ma non si occupa delle condizioni dei migranti in strada.

Per far sì che questo schema venga superato, è necessario che le istituzioni europee e i governi esprimano la volontà politica di garantire i diritti fondamentali dei migranti, promuovendo una gestione dignitosa e sicura dei flussi verso l’Ue e la promozione di progetti di inclusione, per evitare situazioni di marginalizzazione. Finché i governi e le istituzioni sovrannazionali non prenderanno la decisione di dare dignità ai migranti durante il viaggio, continueremo ad assistere a questi orrori.