Voto in Georgia: opposizione e osservatori denunciano irregolarità

Proteste per la dubbia regolarità delle elezioni in Georgia davanti al Parlamento a Tbilisi il 1° novembre 2020. EPA-EFE/ZURAB KURTSIKIDZE

Contestazioni dall’ex presidente e leader dell’opposizione in esilio Saakashvili che accusa il partito di Governo chiamando alla protesta di piazza. Il difficile percorso del Paese verso la stabilità democratica e l’avvicinamento ad occidente.

L’opposizione georgiana ha lanciato un appello di protesta, domenica 1 novembre, dopo che il partito al potere Georgian dream ha rivendicato la vittoria nelle contestate elezioni parlamentari del giorno prima.

Come riporta Euractiv, l’ex presidente e leader dell’opposizione in esilio Mikheil Saakashvili ha accusato il Georgian dream di aver falsificato il voto di sabato 31 ottobre e ha esortato i suoi sostenitori a scendere in piazza.

Il voto potrebbe innescare un’altra crisi politica nell’ex repubblica sovietica di quattro milioni di persone, dove le elezioni sono spesso seguite da accuse di brogli e manifestazioni di massa.

Il partito del Movimento nazionale unito (Unm) di Saakashvili aveva già organizzato un raduno di protesta, sempre domenica (pomeriggio), fuori dal parlamento.

Gli osservatori elettorali locali indipendenti hanno dichiarato che ci sono state molteplici irregolarità, mentre gli osservatori internazionali dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) e dell’assemblea parlamentare della Nato hanno affermato in una dichiarazione congiunta che le elezioni “sono state competitive e, nel complesso, le libertà fondamentali sono state rispettate”.

Tuttavia, hanno anche descritto le consultazioni come “tutt’altro che impeccabili” e inficiate da “accuse pervasive di pressione sugli elettori… e di offuscamento della linea di demarcazione tra il partito al potere e lo Stato”.

Non era chiaro se l’opposizione sarebbe stata in grado di mobilitare un gran numero di sostenitori, con molti georgiani stanchi dell’instabilità politica e preoccupati dalla pandemia del coronavirus, ma alla fine le piazze si sono popolate.

Con i voti di quasi il 92% dei distretti contati, Georgian dream aveva vinto il 48% del voto proporzionale (che decide 120 seggi su 150), contro il 45,5% dei partiti dell’opposizione, ha detto la Commissione elettorale centrale.

Il leader del partito di maggioranza, il miliardario ex primo ministro Bidzina Ivanishvili, ha detto che il suo schieramento “ha vinto le elezioni per la terza volta di fila”, sostenendo che “i georgiani hanno eletto una grande squadra”.

Ma Saakashvili, il carismatico riformatore che ha guidato la Georgia dal 2004 al 2013, ha accusato il partito al potere di “falsificare massicciamente i risultati elettorali” e ha annunciato una “mobilitazione di massa per difendere i voti”.

Gli ostacoli all’avvicinamento ad Ovest

La Georgia è diventata di strategica importanza per l’Occidente dopo che Saakashvili è salito al potere nella Rivoluzione delle Rose del 2003 e ha istituito le riforme per promuovere le istituzioni democratiche e combattere la corruzione, avvicinandola alle grandi istituzioni occidentali.

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Saakashvili è stato costretto a fuggire dalla Georgia alla fine del suo secondo mandato presidenziale nel 2013, temendo l’arresto dopo che i pubblici ministeri lo hanno additato di avere compiuto abuso di potere, accuse che ha negato.

Il sogno georgiano invece, che in molti accusano essere un veicolo per le ambizioni politiche di Ivanishvili, è emerso nel 2012 e da allora ha dominato la scena politica del Paese.

I critici accusano il miliardario sceso in politica di perseguitare gli oppositori politici e di aver creato un sistema corrotto in cui gli interessi privati dominano la politica, mentre le capitali occidentali accusano il Governo di aver organizzato una caccia alle streghe politica contro l’ex presidente e i suoi alleati.

Una battuta d’arresto per la democrazia

La Georgia rimane uno dei Paesi più pluralisti tra quelli emersi dal crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, anche se sono aumentate le preoccupazioni per la sua ricaduta democratica.

I sondaggi “hanno segnato una battuta d’arresto della democrazia georgiana”, ha dichiarato in un comunicato il ramo georgiano di Transparency International e dalla Georgian young lawyers association (Gyla) affermano che “il giorno delle elezioni è stato rovinato da… gravi violazioni”.

In una dimostrazione di unità senza precedenti, alcuni mesi prima del voto, il partito Unm di Saakashvili e i piccoli gruppi di opposizione si sono uniti per sfidare il Gerogian dream.

Avevano discusso sulla formazione di un Governo di coalizione, se eletto.

Con altri 30 seggi da assegnare nelle circoscrizioni monopartitiche che richiedono fino a due turni di votazione, la composizione finale del nuovo parlamento potrebbe diventare chiara solo a fine novembre.

L’analista di Tbilisi, Gela Vasadze, ha detto che la Georgia è apparsa diretta verso un periodo di incertezza politica, anche se l’opposizione non riesce a far emergere grandi folle di manifestanti.

“La pandemia di coronavirus, naturalmente, spaventerà molti di coloro che scenderanno in strada”, ha detto Vasadze all’Afp.

“In ogni caso, Georgian Dream avrà una maggioranza estremamente traballante nel nuovo parlamento”, ha detto, alzando la possibilità di un altro voto a sorpresa “nel prossimo futuro”.

L’incertezza dunque regna sovrana per il Paese caucasico, uno dei più importanti del partenariato orientale Ue, in un’area strategica e contesa a livello geopolitico, già animata da tensioni e guerre.

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