Violato il telefono del capo della campagna elettorale dell’opposizione polacca: dubbi sulla legittimità delle elezioni

epa09644792 Poland's Prime Minister Mateusz Morawiecki looks on as he arrives for a European Union Summit with all 27 EU leaders at The European Council Building in Brussels, Belgium, 16 December 2021. EPA-EFE/KENZO TRIBOUILLARD / POOL

L’Associated Press in collaborazione con il Citizen Lab dell’Università di Toronto ha scoperto che il telefono del Senatore polacco Krzysztof Brejza è stato ripetutamente violato, ben 33 volte, quando dirigeva la campagna elettorale dell’opposizione durante le elezioni politiche polacche e le elezioni europee del 2019. L’opposizione ha accusato il partito al governo ed espresso dubbi sulla legittimità delle elezioni del 2019.

Dall’inchiesta risultano esser stati violati anche i telefoni di altre figure invise al partito di governo. In particolare Ewa Wrzosek, pubblico ministero che ha cercato di opporsi all’erosione dell’indipendenza della magistratura in Polonia e alla violazione delle norme europee, e Roman Giertych, avvocato che ha difeso esponenti politici dell’opposizione in casi sensibili in un contesto in cui il governo è accusato di usare la magistratura per colpire gli avversari politici.

Già prima di essere eletto senatore, Brejza era noto in Polonia anche per aver portato alla luce vari scandali che avevano coinvolto il PiS, tra cui generosi bonus pagati ad alti funzionari governativi, o l’invio da parte del servizio postale pubblico di decine di migliaia di dollari ad una ditta legata al leader del PiS Jaroslaw Kaczynski. Brejza ha ora espresso il timore che le violazioni mettano a rischio le fonti che lo avevano contatto per denunciare tali illeciti fornendo le prove degli stessi. Il che ci ricorda quanto è importante che gli Stati membri recepiscano rapidamente la direttiva europea a tutela degli informatori o whistleblowers, che denunciano illeciti delle organizzazioni in cui lavorano.

Whistleblowing, gli Stati membri non hanno ancora recepito la direttiva Ue che tutela i dipendenti che segnalano illeciti

La scadenza di dicembre per adottare il provvedimento finalizzato ad ampliare la protezione di chi effettua whistleblowing, per incoraggiarli a segnalare eventuali condotte illecite nel normale svolgimento dell’attività lavorativa, non è stata rispettata.

Non c’è stato un solo paese dell’Unione europea …

Le violazioni dei telefoni di queste personalità sono avvenute attraverso il famigerato software Pagasus, prodotto dalla ditta israeliana NSO Group, che pur rifiutandosi di rendere pubblici i propri clienti ha ribadito che il software viene venduto solo ad agenzie di polizia o intelligence governative di vari Paesi, previa autorizzazione del governo israeliano. Il primo sospettato è dunque il governo polacco del PiS, che prevedibilmente ha smentito qualunque azione illegale. Il primo ministro Morawiecki ha denunciato come “fake news” le violazioni.

Caso Pegasus, attivisti e giornalisti spiati dai governi. Von der Leyen: "Se è vera, vicenda inaccettabile"

L’inchiesta giornalistica ha svelato come diversi governi, tra cui quello ungherese, unico nell’Ue, usassero il software israeliano per spiare giornalisti, politici e attivisti.

“La vicenda è totalmente inaccettabile, se è vera”. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha …

Il Sen. Brejza ha accusato il partito al potere del PiS di essere il mandante di questa operazione di spionaggio politico. Anche perché alcuni dei messaggi intercettati vennero resi pubblici dalla televisione pubblica polacca controllata dal governo. Il PiS vinse le elezioni politiche del 2019 per pochissimi voti, ottenendo di poco una maggioranza alla Camera, e perdendo la maggioranza al Senato. Alla luce della scoperta delle continue violazioni del telefono del capo della campagna elettorale del principale partito d’opposizione durante la campagna elettorale molti si interrogano sulla legittimità dei risultati delle ultime elezioni politiche in Polonia, oltre che di quelle europee in Polonia.

Polonia, in migliaia in piazza a Varsavia contro la legge che restringe la libertà dei media

Migliaia di persone hanno protestato davanti al palazzo del presidente polacco domenica 19 dicembre, contro la nuova legge sui media approvata due giorni prima e il cui obiettivo, secondo i critici, è mettere a tacere il principale canale di notizie …

Tutto questo è destinato ad esacerbare ulteriormente lo scontro tra Unione Europea e Polonia, in un momento in cui il Governo del PiS, timoroso di perdere le prossime elezioni, sta approvando nuove norme contro gli ultimi media indipendenti rimasti nel Paese. Il tutto mentre il Tribunale Costituzionale – considerato illegittimo da parte della Corte suprema polacca a causa delle modifiche alla sua composizione che hanno permesso al governo di prenderne il controllo, prima di fare lo stesso anche con la Corte suprema aprendo un duro scontro con l’Unione Europea per la violazione del principio dell’indipendenza della magistratura – ha emesso una serie di sentenze con cui considera incompatibili con la Costituzione polacca sia i Trattati istitutivi dell’Unione, che la Carta europea dei diritti umani, portando il Paese verso un isolamento giuridico sempre crescente, tanto che la cooperazione giudiziaria con la Polonia è già stata sospesa.