Ungheria, la Commissione Ue avvia la procedura di infrazione per la legge anti-Lgbt*

Manifestanti protestano davanti al parlamento di Budapest contro la legge anti-LGBT voluta dal governo ungherese. [EPA-EFE/Szilard Koszticsak HUNGARY OUT]

La Commissione europea ha avviato due procedure di infrazione separate contro l’Ungheria per la sua legge anti-Lgbt: una generale contro le nuove regole imposte dal governo di Viktor Orbán, la seconda specifica sul caso di un libro per bambini contenente tematiche di genere.

Dopo che l’Ungheria ha proposto e successivamente approvato la legge anti-Lgbt, sono arrivate le reazioni da parte dell’Unione europea, che ha più volte chiesto di cancellarla. L’approvazione del piano di ripresa di Budapest è stata sospesa e i fondi congelati, formalmente per dubbi e incertezze sui metodi di finanziamento.

L’Ue ha poi comunicato di voler adire alle vie legali contro il governo di Viktor Orbán, aprendo una procedura di infrazione per violazione del diritto europeo. Nella giornata di giovedì 15 luglio, due lettere di messa in mora sono state inviate a Budapest.

Nella prima lettera si sostiene che le regole ungheresi, che vietano di mostrare tematiche legate all’omosessualità o alla transessualità nei contenuti destinati ai minori, violano la libertà di espressione e informazione, così come la direttiva sui servizi media audiovisivi e quella sul commercio online. La Commissione argomenta inoltre che questa legge è contraria al diritto di fornire servizi e al libero spostamento dei beni.

La seconda lettera riguarda un caso molto più specifico: l’editore Labrisz è stato costretto da un’agenzia governativa ad apporre su un suo libro per bambini un’indicazione secondo cui il contenuto mostrava “comportamenti che si discostano dai ruoli di genere tradizionali”. Secondo la Commissione, questo ordine viola la direttiva Ue sulle pratiche commerciali scorrette.

Dopo aver ricevuto le lettere di messa in mora, l’Ungheria avrà due mesi per rispondere. Se questo non avverrà, la Commissione europea potrà inviare un parere motivato e, successivamente, deferire il caso alla Corte di giustizia dell’Ue.

Legge contro i diritti LGBT* in Ungheria, Von der Leyen: "È una vergogna"

La presidente della Commissione assicura: “Non faremo compromessi su questi principi”. La condanna di 13 Paesi Ue, a cui all’ultimo si è unita anche l’Italia.

“La legge ungherese è una vergogna, discrimina persone sulla base dell’orientamento sessuale va contro i valori …

 

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva messo in guardia il premier Viktor Orbán negli scorsi giorni, avvertendo che la procedura di infrazione sarebbe arrivata se la legge non fosse stata ritirata, ma il primo ministro l’ha sempre difesa.

Anzi, la scorsa settimana Orbán aveva scritto un post su Facebook accusando la Commissione europea di voler “introdurre attivisti Lgbt+ nelle scuole”. La Commissione europea ha reagito con un comunicato mercoledì 14 luglio, dove spiegava chiaramente che le sue perplessità nei confronti della legge erano state espresse in una lettera firmata dai commissari Didier Reynders e Thierry Breton e indirizzata al ministro della giustizia ungherese Judit Varga il 23 giugno.

“Crescere i bambini è senza dubbio diritto e responsabilità dei genitori. Tuttavia, l’uguaglianza di trattamento e il rispetto per la dignità umana sono diritti fondamentali di tutti i cittadini europei, così come lo sono la non discriminazione sulla base dell’identificazione religiosa, politica o sessuale”, si legge nel comunicato.

Si tratta di un’occorrenza rara, in quanto solitamente la Commissione europea non risponde ai commenti dei politici e leader nazionali.