Svezia, la neo premier Magdalena Andersson si dimette a poche ore dall’elezione

Magdalena Andersson (a destra) applauditadai deputati socialdemocratici dopo la sua nomina a prima ministra. Stoccolma, 24 novembre 2021. [EPA-EFE/Erik Simander/TT SWEDEN OUT]

Magdalena Andersson, prima donna premier della Svezia ha rassegnato le sue dimissioni dopo il fallimento della legge di bilancio a poche ore dalla sua elezione in Parlamento, mercoledì 24 novembre.

Andersson, ex ministra dell’Economia e leader del partito socialdemocratico, aveva ottenuto la nomina con un voto molto risicato: 117 deputati a favore, 57 astenuti e 174 contrari, sui 349 che compongono l’assemblea.

Secondo la costituzione svedese, il premier rimane in carica finché la maggioranza assoluta dei deputati, cioè 175, non vota contro di lui.

Andersson, secondo quanto riferisce la stampa svedese, ha rassegnato le sue dimissioni dopo che il partito dei Verdi si è sfilato dalla coalizione, causando la bocciatura della legge di bilancio. Per gli ecologisti, la legge finanziaria 2022 aveva recepito troppe modifiche chieste dall’opposizione di destra.

 “La pratica costituzionale vuole che un governo di coalizione si dimetta dopo che uno dei partiti abbandona la coalizione. Non voglio dirigere un governo la cui legittimità è messa in discussione”, ha spiegato la leader socialdemocratica in una conferenza stampa.

Lo scorso giugno, il voto contrario della Sinistra in merito a una riforma delle norme sugli affitti era stato determinante per sfiduciare Löfven, che dopo aver ritrovato un accordo con i suoi alleati era stato rieletto premier dal parlamento, prima di annunciare ad agosto la sua intenzione di abbandonare gli incarichi di leader dei socialdemocratici e di capo del governo entro novembre. Nei primi giorni del mese, quindi, il congresso del partito aveva eletto leader la 54enne Andersson, ministra dell’Economia in carica ed ex nuotatrice professionista.

Svezia, Magdalena Andersson eletta leader dei socialdemocratici: sarà la prossima premier

Giovedì 4 novembre il congresso del partito socialdemocratico svedese (SAP) ha eletto come nuova leader la ministra delle Finanze Magdalena Andersson, al posto dell’attuale primo ministro Stefan Löfven, che aveva annunciato le sue dimissioni lo scorso agosto. Salvo improbabili …

 

Negli ultimi giorni, Andersson aveva condotto trattative serrate per assicurarsi l’appoggio della Sinistra. Martedì 23 novembre, la leader del partito di Sinistra, Nooshi Dadogostar, aveva annunciato infine il raggiungimento di un accordo che prevedeva un innalzamento dell’importo delle pensioni e una riforma dell’assicurazione sanitaria. Dadogostar aveva assicurato anche il voto favorevole alla legge di bilancio. Ma all’ultimo i Verdi hanno deciso di sfilarsi mettendo in crisi la maggioranza.

Durante la conferenza stampa in cui ha annunciato le sue dimissioni Andersson ha espresso l’auspicio di poter essere nuovamente votata alla guida dell’esecutivo – un monocolore socialdemocratico, ancora più minoritario – in un prossimo voto.

Con il suo partito dato al 25% delle intenzioni di voto (vicino ai suoi minimi storici) e tallonato da vicino dai Moderati, un’altra impegnativa sfida che attende Andersson sono le elezioni del prossimo settembre. La leader dei socialdemocratici aveva fissato tre priorità per il governo: “riprendere il controllo democratico” su scuole, sistema sanitario e case di riposo dopo un’ondata di privatizzazioni e le difficoltà emerse con la pandemia di COVID-19; stabilire la Svezia come campione del clima; combattere la segregazione e la brutale guerra tra bande nelle periferie di alcune città.