Svezia, il primo ministro Stefan Lofven si è dimesso dopo la sfiducia

Il primo ministro svedese Stefan Lofven durante la conferenza stampa in cui ha annunciato le sue dimissioni, a Stoccolma, il 29 giugno 2021. [EPA-EFE/CLAUDIO BRESCIANI]

A una settimana di distanza dal voto del Parlamento che ha sfiduciato il suo governo – una coalizione di minoranza formata da Socialdemocratici e Verdi – lunedì 28 giugno il primo ministro svedese Stefan Lofven si è dimesso compiendo quella che ha definito come una delle scelte politiche “più difficili” della sua carriera. Lofven ha però deciso di non indire elezioni anticipate, vista la “situazione straordinaria” imposta dalla pandemia di COVID.

Ora quindi, secondo la Costituzione svedese, tocca al presidente del Parlamento, Andreas Norlén, condurre le trattative con i gruppi parlamentari per trovare una nuova maggioranza.  Norlén ha a disposizione quattro tentativi per trovare il sostegno per un nuovo governo, altrimenti il paese tornerà alle urne per le prime elezioni anticipate della sua storia: da cui, in ogni caso, uscirebbe un governo a tempo, visto che un’altra particolarità del sistema svedese prevede che il voto anticipato non facciano spostare la data di quello regolare, previsto a settembre 2022.

Lunedì 21 giugno Lofven era stato sfiduciato dal Parlamento, che aveva approvato una mozione presentata dall’opposizione di destra nazionalista dei Democratici Svedesi votata anche dal Partito di sinistra. Pochi giorni prima, il partito aveva ritirato il suo appoggio esterno all’esecutivo perché contrario a una riforma del mercato degli affitti concordata tra Lofven e i partiti di centro e liberali (che appoggiavano anch’essi l’esecutivo dall’esterno).

Svezia, il Parlamento ha sfiduciato il governo di Stefan Lofven

Il primo ministro socialista svedese Stefan Lofven, alla guida di un governo di minoranza in coalizione con i Verdi, è stato sfiduciato lunedì dal Parlamento, e ora ha una settimana di tempo per decidere se indire elezioni anticipate o dimettersi …

“A un anno dalle elezioni regolari, e vista la straordinaria situazione in cui si trova il Paese con la pandemia in corso e con le sfide importanti che questo comporterebbe, le elezioni anticipate non sono la cosa migliore per la Svezia”, ha detto Lofven in una conferenza stampa, spiegando che la decisione di dimettersi è stata la “più difficile” che abbia mai dovuto prendere.

Il premier dimissionario ha aggiunto che spera sia possibile formare un nuovo governo senza che gli svedesi debbano andare alle urne: “Non posso garantirlo, ma questa è l’immagine che ho davanti, che è possibile. Dobbiamo ancora dare il nostro contributo”.

Le alternative possibili per evitare le elezioni, secondo gli osservatori, sono due: un nuovo governo di centrosinistra con il sostegno di uno dei partiti attualmente all’opposizione – e che potrebbe essere guidato di nuovo da Lofven – oppure un esecutivo di destra che potrebbe essere presieduto dal leader del Partito Moderato, Ulf Kristersson, e che prevederebbe il coinvolgimento dei Democratici svedesi, la formazione nazionalista e populista entrata in Parlamento per la prima volta nel 2010 e che ora è la terza forza dell’assemblea. Più improbabile appare lo scenario di una grande coalizione tra i socialdemocratici e i partiti di centro-destra.

In un’intervista alla tv di stato SVT, Norlén ha rassicurato sul fatto che le trattative si svolgeranno con rapidità, dopo il precedente del 2018, quando in seguito alle elezioni a Lofven occorsero quattro mesi per formare il governo, varato solo dopo essersi assicurato l’appoggio esterno del Partito di Sinistra, di quello di Centro e di quello Liberale.

Dopo le dimissioni del premier, i Liberali, che hanno cambiato dirigenza dopo le elezioni di tre anni fa, hanno detto che preferirebbero un nuovo governo di centro-destra. Il sostegno dei partiti di Centro e di Sinistra, sommato a quello di almeno uno dei due deputati indipendenti svedesi, sarebbe tuttavia sufficiente a garantire a Lofven un maggioranza, seppure con un solo voto di margine (175 seggi sui 349 del Parlamento di Stoccolma).

Sia per il partito di Centro che per quello di Sinistra un nuovo governo a guida Lofven sarebbe sicuramente una prospettiva migliore rispetto a uno di centrodestra basato sull’appoggio dei Democratici svedesi. Non a caso, la formazione centrista ha ritirato la proposta di legge sulla regolamentazione degli affitti che aveva portato alo scontro che ha poi condotto al voto di sfiducia, rimuovendo un grosso ostacolo alla cooperazione con il partito di Sinistra.

Lofven, famoso per le sue capacità negoziali (ha un lungo passato da dirigente sindacale) , ha detto di essere aperto a ritornare alla guida del governo, e che lo ritiene un risultato possibile: “Il mio partito – ha spiegato – è pronto ad assumersi la responsabilità di continuare a portare avanti il nostro Paese insieme ad altre forze costruttive”.