Stato di diritto in Polonia: gli eurodeputati chiedono alla Commissione e al Consiglio di intervenire

epa08391091 European Commission Vice-President Vera Jourova holds a news conference after a college meeting of the EU executive in Brussels, Belgium, 29 April 2020. According to reports, European Union executive has launched infringement procedure against Poland regarding the new Judiciary bill from December 2019. Polish Government has two months to reply to the Letter of Formal Notice. EPA-EFE/FRANCOIS LENOIR / POOL

Gli eurodeputati della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) del Parlamento europeo, che stanno lavorando a una bozza di relazione sulla situazione in Polonia, hanno chiesto “un’azione decisiva” da parte delle altre istituzioni dell’UE.

“Le riforme giudiziarie in Polonia costituiscono una violazione grave, duratura e sistemica dello Stato di diritto. Il Consiglio dell’UE deve rispondere”, ha detto il Presidente della LIBE, Juan Lopez Aguilar (S&D), ai suoi colleghi legislatori. Lopez Aguilar è anche il relatore di una bozza di relazione intermedia sulla proposta della Commissione europea del dicembre 2017 di agire in vista delle minacce all’indipendenza della magistratura in Polonia.

Il rapporto di 20 pagine su “l’evidente rischio di una grave violazione dello Stato di diritto da parte della Repubblica di Polonia” elenca diverse decine di obiezioni alle modifiche del sistema giudiziario polacco introdotte dal PiS, tra cui le modifiche introdotte nel 2016 presso il Tribunale costituzionale, la Corte suprema e il Consiglio nazionale della magistratura. Include anche i recenti cambiamenti riguardanti la cosiddetta “legge-bavaglio”, ovvero l’attuazione di un sistema disciplinare per i giudici, che include le misure rivolte a rendergli difficile parlare in pubblico, la disputa sulle elezioni presidenziali postali annullate e il tentativo di censura dell’emittente pubblica “Radio Trójka”, dopo che quest’ultima aveva trasmesso una canzone rivolta al leader del partito del PIS, Jarosław Kaczyński.

Dai provvedimenti contro i giudici alla censura alla radio: la deriva autoritaria della Polonia

La pandemia cattura l’attenzione di tutti e nasconde venti e fatti importanti, come quelli che mostrano l’erosione dello stato di diritto in Polonia nell’ultimo periodo.

Il governo polacco non ha dichiarato lo stato di emergenza, per cercare di tenere le elezioni …

“Recentemente in Polonia si sono verificati nuovi eventi che riguardano lo stato di diritto, la democrazia e i diritti fondamentali”, ha detto Lopez Aguilar durante il dibattito con gli eurodeputati. La maggior parte degli eurodeputati ha condiviso la preoccupazione per lo Stato di diritto nel Paese, che “costituirebbe una minaccia per la struttura stessa dell’UE”, e ha chiesto un’azione decisiva da parte del Consiglio e della Commissione, comprese le misure di bilancio, al fine di proteggere i valori fondamentali dell’UE.

Il progetto di relazione comprendeva anche una raccomandazione di fare appello alla Commissione per una più ampia applicazione della procedura dell’articolo 7 contro la Polonia. La procedura è stata attivata dal dicembre 2017, ma dopo diverse audizioni formali, è rimasta in stallo per diversi mesi. Lo Stato di diritto non era un punto all’ordine del giorno delle riunioni dei ministri degli Affari europei, mentre finora nessuna delle presidenze del Consiglio dell’UE ha deciso di passare alla fase successiva del processo.

Finora, la strategia si è basata sulla presentazione di denunce alla Corte suprema dell’UE, l’ultimo atto si è verificato quando la Commissione ha avviato una nuova procedura formale in aprile, dando a Varsavia due mesi per far venire meno le preoccupazioni su una legge approvata a dicembre che, secondo l’esecutivo dell’UE, minaccia l’indipendenza giudiziaria. “Come l’Ungheria, la Polonia è sempre più lontana dall’UE e dai nostri valori. Non basta analizzare, monitorare e lanciare appelli, è giunto il momento di collegare il rispetto dello Stato di diritto ai fondi dell’UE e punire i governi”, ha detto l’eurodeputata Sylwia Spurek (S&D/Wiosna) durante il dibattito. “Se non si rispettano le regole dell’UE, non si vuole farne parte. In tal modo non è possibile rimanere membri dell’UE con tutti i benefici, compresi i fondi UE”, ha detto l’eurodeputata olandese Sophie in ‘t Veld (Renew).

Alcuni eurodeputati, tuttavia, hanno sottolineato che è necessario un ulteriore contributo da parte delle autorità polacche per avere un dibattito equilibrato, mentre sono stati fatti diversi riferimenti alla necessità di un meccanismo UE indipendente e permanente per garantire che i processi di monitoraggio nel settore dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti fondamentali rimangano imparziali e obiettivi. A sua volta, l’eurodeputato Patryk Jaki (ECR/Solidarna Polska) ha protestato contro il rapporto “estremamente poco professionale”, sostenendo che esso contiene “molti errori sostanziali”.

“La relazione è estremamente pericolosa. Dice che il budget per un Paese deve essere legato al criterio dell’autogoverno”, ha detto Jaki ai giornalisti prima della presentazione del rapporto e ha sottolineato che, tra l’altro, la Polonia deve essere punita per aver usurpato i poteri del Parlamento di emendare la Costituzione. “Non ci sono stati emendamenti alla Costituzione, ci sono stati emendamenti alle leggi”, ha aggiunto.

Un collegamento tra il bilancio e lo Stato di Diritto

“Abbiamo bisogno anche di altri meccanismi”, ha detto lunedì (25 maggio) il vicepresidente della Commissione Věra Jourová ai deputati al Parlamento europeo, aggiungendo che collegare i fondi dell’UE al rispetto dello Stato di diritto da parte dei Paesi membri è “oggi più che mai necessario”. L’idea di inserire una condizionalità relativa allo Stato di diritto era già stata parte della proposta di bilancio a lungo termine della Commissione, ma aveva ricevuto delle aspre critiche da paesi come la Polonia e l’Ungheria. Mercoledì l’esecutivo dell’UE presenterà un nuovo progetto di bilancio UE per il 2021-2027, che è destinato a mantenere il meccanismo. “Dobbiamo fare in modo che rimanga parte di un accordo sul Multiannual Financial Framework”, ha aggiunto la Jourová. Ha annunciato che a settembre la Commissione presenterà un nuovo strumento – una revisione annuale dello stato di diritto in tutti i paesi dell’UE.