Stato di diritto, in Polonia e Repubblica Ceca la magistratura è sempre meno indipendente

Il ministro della giustizia polacco Zbigniew Ziobro. [EPA-EFE/Mateusz Marek POLAND OUT]

L’indipendenza delle magistrature in tutto il mondo è sempre più minacciata da governi che intendono superare la separazione dei poteri in favore di una sottomissione politica. L’indice di indipendenza 2021 di Human Rights Outlook rivela gravi peggioramenti in alcuni Paesi europei come Polonia e Repubblica Ceca.

La separazione dei poteri dello Stato è un principio fondamentale alla base dello stato di diritto, ma nell’Unione europea lo vediamo sempre di più messo a rischio. È noto il caso della Polonia, con cui la Commissione europea si trova ai ferri corti da tempo per la questione dell’indipendenza della magistratura.

Solo pochi giorni fa è arrivata l’ultima di una lunga serie di sentenze che condannano la Polonia per i suoi organi giudiziari, la mancanza di indipendenza dei suoi magistrati e la scarsa trasparenza del loro processo di elezione.

Human Rights Outlook è un’analisi annuale effettuata da Maplecroft che fotografa la situazione dei diritti umani nel mondo. Nell’edizione 2021 viene evidenziato il peggioramento della situazione, con 45 Paesi nel mondo che vedono la separazione dei poteri sotto attacco.

Nella classifica dei Paesi dove l’indipendenza giudiziaria è più a rischio a livello globale è, prevedibilmente, la Corea del Nord al primo posto, davanti all’Eritrea e la Cina. Dal 2017, però, il Paese che ha scalato più posizioni e ha visto il peggioramento più grande è la Polonia.

Varsavia è passata dal 118° al 61° posto in quattro anni e ha superato anche l’Ungheria, diventando il peggiore Stato membro dell’Ue in questa classifica. Osservando i singoli rischi considerati dall’indice, l’indipendenza dei giudici è peggiorata maggiormente, ma anche lo stato di diritto ha subito un duro colpo.

La riforma della giustizia portata avanti sin dal 2018 dal partito Diritto e Giustizia (PiS) ha aumentato sensibilmente il rischio di interferenza politica nella selezione e nel licenziamento dei giudici. La Corte di giustizia dell’Ue ha dichiarato questa riforma illegale e ha portato alla decisione di sospendere i fondi per la transizione giusta a Varsavia da parte di Bruxelles.

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Nell’indice Human Rights Outlook, anche la Svizzera è scesa nell’indice dal 160° al 128° posto, dato che la separazione dei poteri è messa a rischio dall’elezione dei giudici da parte dei partiti politici. Infine, la Repubblica Ceca ha scalato posizioni dopo che il primo ministro Andrej Babiš ha minacciato l’indipendenza giudiziaria nella battaglia per proteggere le sue proprietà.