Stato di diritto, Bruxelles ha avviato il meccanismo per sospendere i fondi Ue all’Ungheria

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán. [EPA-EFE/ANDREJ CUKIC] [èEPA-EFE/ANDREJ CUKIC]

La Commissione europea ha avviato il meccanismo di condizionalità per sospendere i fondi Ue destinati all’Ungheria a fronte delle ripetute violazioni dello stato di diritto nel Paese.

La notizia è stata data dal vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas, che ha spiegato che il collegio dei commissari ha autorizzato il commissario per il Bilancio, Johannes Hahn, a inviare una notifica formale a Budapest.

È la prima volta che Bruxelles attiva il meccanismo di condizionalità, entrato in vigore nel gennaio 2021, che permette di sospendere i pagamenti diretti a uno Stato quando le violazioni dello stato di diritto hanno o rischiano di avere un impatto negativo sul bilancio europeo. La procedura prevede che la Commissione europea, cui spetta l’attivazione del meccanismo, invii delle lettere di notifica agli Stati membri interessati, proponendo il taglio dei fondi europei che dovrà poi essere approvato dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata, vale a dire dal 55% degli Stati membri che rappresentano il 65% della popolazione Ue.

La decisione era stata annunciata in occasione della plenaria del Parlamento europeo all’inizio di aprile dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Secondo quanto si apprende l’esecutivo Ue avrebbe riscontrato irregolarità nella gestione degli appalti pubblici e dei controlli e verifiche sull’utilizzo dei fondi europei.

A rischiare l’avvio della procedura è anche la Polonia, che al pari dell’Ungheria aveva ricevuto una prima lettera amministrativa lo scorso novembre in cui la Commissione europea contestava delle violazioni dello stato di diritto. Ma per Varsavia è più complesso valutare l’impatto di tali violazioni sul bilancio europeo.