Slovenia, il premier Janša accusa l’Ue di abusare del suo potere in materia di stato di diritto

Il primo ministro sloveno Janez Janša. [EPA-EFE/IGOR KUPLJENIK]

Janez Janša, il primo ministro della Slovenia, che attualmente detiene la presidenza semestrale del Consiglio dell’Ue, ha accusato la Commissione europea di esercitare un abuso di potere sullo stato di diritto.

In un’intervista con Euronews, il primo ministro sloveno ha affermato che gli sforzi della Commissione per convincere Stati membri come Polonia e Ungheria a rispettare i valori fondamentali dell’Ue sono “vicini alla violazione dello stato di diritto” stesso.

“Abbiamo la Carta dei diritti umani delle Nazioni Unite. Abbiamo una Carta europea dei diritti umani, ma nel linguaggio politico, soprattutto al Parlamento europeo, ognuno può aggiungere a questa lista quello che vuole”, e quindi l’espressione ‘diritti umani’ è “politicamente abusata e usata per fare battaglia politica” ha affermato Janša.

Mentre il Parlamento europeo è un organo politico, la Commissione europea dovrebbe, in base al trattato Ue, rimanere fuori dalle battaglie politiche, ha aggiunto il premier sloveno. Questo, secondo lui, avveniva quando la Commissione era guidata da Jean-Claude Juncker, ma la situazione è cambiata quando Ursula von der Leyen ha assunto il comando: “Penso che ciò si avvicini alla violazione dello stato di diritto”, ha detto Janša, “perché la Commissione deve essere un onesto mediatore”.

I commenti di Janša arrivano mentre la Commissione europea è coinvolta in uno scontro legale con la Polonia, che ha sfidato il primato del diritto dell’Ue sul diritto nazionale.

In attesa di una sentenza della Corte costituzionale polacca, l’esecutivo dell’Ue ha sospeso lo sblocco di 57 miliardi di euro di fondi di recupero dell’Ue a Varsavia.

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Janša ha preso di mira anche la vicepresidente della Commissione Ue, Vera Jourova, che insieme al commissario per la Giustizia Didier Reynders, è diventato il volto della Commissione che più si è speso per garantire il rispetto dello stato di diritto.

Il premier sloveno ha accusato Jourova di “fare dichiarazioni che sono una chiara violazione del trattato. Ma è supportata dalla stampa europea, quindi continua. Se questo fosse accaduto 15 anni fa, penso che non sarebbe rimasta membra della Commissione per più di una settimana. A quel tempo, le regole erano chiare”, ha detto Janša.

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Commentando le relazioni dell’Ue con i paesi dei Balcani occidentali, Janša ha osservato che l’Ue non è l’unico investitore nella regione, ma ha concorrenti come Cina, Russia e Turchia.

Mentre questi paesi non stabiliscano le condizioni per gli investimenti, l’Ue lo fa, ha detto il capo del governo sloveno, elencando gli standard europei come le riforme dello stato di diritto. Tale condizionamento “va bene, se c’è una luce in fondo al tunnel”.

“Abbiamo un grande vantaggio dalla nostra parte: l’adesione all’Ue […] Ma se questa prospettiva non è reale, allora stiamo perdendo slancio e siamo in un momento cruciale”.

Discutendo dell’autonomia strategica dell’Ue e del suo ruolo globale, Janša ha sostenuto il proseguimento del partenariato con gli Stati Uniti, anche all’interno della Nato. Ma ha anche aggiunto che la Nato e gli Stati Uniti “non risolveranno i problemi dei conflitti nel nostro cortile, nel nostro vicinato” che sono i Balcani occidentali, il Mediterraneo e l’Africa.

Janša ritiene che il blocco dovrebbe essere più concentrato sulla sicurezza dei propri confini esterni invece di “inviare denaro e aiuti umanitari, che poi finiscono nelle mani dei terroristi o dei signori della guerra”.

Riguardo all’Afghanistan, ha detto che “il nostro obbligo è aiutare chi ci ha aiutato”, ma ha aggiunto che “non c’è posto in Europa per 10 milioni di afgani” e ha affermato che l’Ue “non ripeterà l’errore commesso da alcuni paesi membri nel 2015”.