Slovenia, dopo le pressioni dell’UE il governo sblocca i finanziamenti all’agenzia di stampa pubblica

Un poster della campagna do crowdfunding organizzata dall'associazione dei giornalisti sloveni per sostenere l'attività dell'agenzia STA. [STA Twitter account]

In seguito alle insistenti sollecitazioni dell’Unione Europea, lunedì 8 novembre la Slovenia – che fino a fine anno è presidente di turno dell’Unione – ha accettato di ripristinare i finanziamenti all’unica agenzia di stampa del paese, la STA, che erano sospesi dallo scorso  dicembre a causa delle critiche al suo operato da parte del governo di destra di Janez Janša.

La Commissione europea aveva chiesto alla Slovenia di riprendere i pagamenti, affermando che il loro congelamento presentava “grandi rischi per la libertà e il pluralismo dei media in Slovenia e, di conseguenza, nell’UE”.

Fin dal suo ritorno al potere a marzo 2020, Janša non ha risparmiato le critiche ai media sloveni contrari all’operato del governo, ma anche a quelli internazionali e alle istituzioni dell’UE che vigilano sulla libertà di stampa.

Già a dicembre 2020 l’esecutivo di Lubiana aveva sospeso il finanziamento alla STA, dopo che il premier aveva criticato la copertura dell’agenzia della crisi del coronavirus, definendola una “vergogna”.

All’epoca, la Commissione europea aveva obbligato l’esecutivo a fare una marcia indietro che però si è rivelata essere parziale: all’agenzia erano stati erogati infatti solo i fondi relativi al 2020 rimasti in sospeso. La situazione di stallo che si è protratta per lunghi mesi, unita alle continue critiche del governo, avevano portato a fine settembre alle dimissioni del direttore dell’agenzia, Bojan Veselinovič.

Slovenia, il direttore dell'agenzia di stampa pubblica si dimette denunciando le pressioni del governo Janša

Il direttore dell’agenzia di stampa slovena STA si è dimesso giovedì 30 settembre, accusando il governo del premier Janez Janša di aver tentato di “condizionare l’agenzia” bloccando i finanziamenti pubblici a essa destinati. L’Ue ha espresso “seria preoccupazione” e ha …

Lunedì, infine, il capo dell’Ufficio informazioni del governo Uros Urbanija e il nuovo direttore della STA, Igor Kadunc, hanno annunciato di aver firmato un contratto in base al quale lo Stato pagherà gli oltre due milioni di euro che spettavano all’agenzia per il 2021.

“Abbiamo concordato un contratto che ci garantirà un finanziamento normale fino alla fine dell’anno… e darà tempo per risolvere i problemi in sospeso per l’anno prossimo”, ha detto Kadunc in una conferenza stampa congiunta con Urbanija.

Il governo si è deciso a ripristinare i finanziamenti dopo che, oltre all’UE, anche la Corte suprema slovena aveva ordinato il loro sblocco.

I dipendenti dell’agenzia hanno accolto con favore l’accordo, ricordando però che alcuni dei punti controversi a cui Veselinović si era opposto sono rimasti irrisolti: “Alcune soluzioni (adottate nel nuovo contratto) rimangono discutibili, poiché potrebbero influenzare indirettamente l’autonomia editoriale della STA e peggiorare la sua posizione finanziaria”, hanno affermato in una nota.

La mancanza di fondi aveva minacciato la chiusura della STA, fondata nel 1991, e il pagamento degli stipendi del centinaio di dipendenti che ci lavorano. Dall’inizio dell’anno, circa 15 tra giornalisti e altri impiegati hanno lasciato l’agenzia. La scorsa primavera, l’Associazione dei giornalisti sloveni (DNS) aveva organizzato una campagna di donazioni che ha raccolto più di 270.000 euro per aiutare l’agenzia a sopravvivere.