Lo scandalo sulla nomina del giudice ungherese alla Corte di giustizia UE

La ministra della Giustizia ungherese, Judit Varga (al centro) [EPA-EFE/VIRGINIA MAYO]

La nomina di Zoltán Csehi come nuovo membro della Corte di giustizia europea da parte del ministro della giustizia ungherese Judit Varga, non è stata preceduta né un appello pubblico ai candidati né da qualsiasi altra procedura di selezione formale.

Secondo fonti del sito Telex, fino al 2016, quando è stato nominato al Tribunale europeo, Csehi era stato avvocato nello studio legale del predecessore di Varga, e aveva pochissima esperienza nel diritto europeo. La testata ha chiesto un commento al ministero della Giustizia di Budapest, ma non ha ricevuto risposta al momento della pubblicazione dell’articolo.

Lunedì un altro sito d’informazione ungherese, Atv.hu, ha scritto che Varga indicherà Csehi come membro ungherese della Corte di giustizia europea, il tribunale di più alto grado dell’UE, per un mandato di sei anni. La candidatura è soggetta all’approvazione di una giuria.

Fonti governative hanno detto a Telex che la decisione di Varga è stata unilaterale: formalmente, il ministro è stato ascoltato dalla commissione parlamentare per gli Affari europei, ma secondo il sito web e le relazioni dei testimoni, l’idoneità di Csehi non è stata esaminata nel merito.

Nato nel 1965, Csehi è stato avvocato nello studio legale dell’ex ministro della giustizia e attuale eurodeputato László Trócsányi prima di essere nominato al Tribunale nel 2016, anche se quest’esperienza non è menzionata nella sua biografia disponibile sul sito web della Corte.

Trócsányi nel 2019 era stata stata la prima scelta dell’Ungheria come commissario nella Commissione di Ursula von der Leyen, ma la sua candidatura è stata respinta dalla commissione giuridica del Parlamento europeo a causa di un possibile conflitto di interessi con lo studio legale che aveva fondato in patria, costringendo Budapest a nominare l’attuale Commissario ungherese, Olivér Várhelyi.