Sassoli: “Non più politiche di rigore, ma politiche di responsabilità”

Il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. [EPA-EFE/IAN LANGSDON]

Per il Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, siamo davanti al “D-day del 21° secolo”.

Con la proposta della Commissione, l’Europa riscopre la solidarietà e scommette su una politica comune per sostenere i cittadini, mantenendo una prospettiva di lungo periodo.

“In questi mesi il Parlamento ha fatto sentire la voce dei cittadini e della società, influenzando la Commissione” afferma Sassoli, che ritiene New Generation EU e il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) proposte idonee per capacità e visione politica.

Adesso sarà necessaria una attenta valutazione, ma siamo tutti convinti che “dopo oggi, non si torna più indietro”, afferma.

Sassoli spera dunque che il Consiglio, con responsabilità, presenti una proposta non inferiore, nelle ambizioni, a quanto fatto dalla Commissione. “Alcuni Paesi hanno sollevato obiezioni, ma spero esaminino bene la portata politica della proposta” aggiunge il Presidente del PE. “Tutti i governi devono capire che la strada intrapresa oggi è conveniente per loro e per i cittadini”, afferma con forza Sassoli.

Il Parlamento infatti dovrà esprimersi sulla proposta che emergerà dal Consiglio, ma esso non ha nessuna voglia di accettare compromessi al ribasso. Secondo gli ultimi sondaggi, sottolinea Sassoli, il 77% degli europei vuole un’Europa più forte, con più competenze, più in grado di rispondere alle sfide della globalizzazione e alle emergenze storiche che stiamo vivendo. “È il momento giusto” per realizzare finalmente questo obbiettivo politico, secondo Sassoli.

Il Presidente lancia dunque un appello a tutte le istituzioni nazionali affinché si sforzino per rendere quanto più rapida ed efficiente l’applicazione delle misure di cui si discute. Tutti, secondo Sassoli, devono sentirsi infatti pezzi di uno stesso ingranaggio. “L’Ue”, continua, “non sono solo gli organi di Bruxelles, ma anche le istituzioni nazionali e locali”. Solo con uno sforzo comune si può superare una crisi tanto epocale.

Il tema principale da approfondire, nelle prossime settimane, sarà quello legato alle risorse proprie dell’UE. La riforma di queste è stata infatti rinviata dalla Commissione a un atto legislativo, che comprenderà probabilmente, tra le altre, una tassa sulle transazioni finanziarie, il carbon border adjustment, una tassa sulle plastiche, ma di cui non sono ancora chiari i dettagli, soprattutto in merito alle tempistiche. Alcune delle proposte dovranno infatti passare anche dai parlamenti nazionali e per questo, ribadisce Sassoli, serviranno rapidità e responsabilità.

Ciò che però è importante, secondo il Presidente del PE, è che, tramite le nuove risorse proprie, si vuol dare all’UE modo di essere autosufficiente, indipendentemente dai bilanci nazionali, senza gravare sulle generazioni future.

Prima di concludere la conferenza stampa, Sassoli ha voluto sottolineare un importante cambio di paradigma rispetto all’Europa del 2008. Non sarà più la Commissione infatti a indicare quali misure adottare, ma toccherà ai governi specificare dove vogliono investire e quali sono le loro priorità; la Commissione dovrà allora valutare la coerenza di queste scelte rispetto agli obbiettivi politici che si è data l’Unione Europea.

Per Sassoli non si deve dunque più parlare di “politiche di rigore, ma politiche di responsabilità”.

In chiusura di conferenza stampa, il presidente si sofferma sul portato valoriale del progetto europeo. A dispetto di quanto affermato da qualcuno, “i nostri valori democratici”, conclude Sassoli, “possono darci ancora un grande futuro, in particolare il principio di libertà, che purtroppo nel mondo di oggi, è un concetto niente affatto banale”.