Rapporti Cina-Ue: La Lituania lascia il gruppo 17+1

Gabrielius-Landsbergis-800x450-1 [Pool/EPA/EFE]

Sabato (22 maggio) la Lituania ha annunciato che ha deciso di abbandonare il forum di cooperazione 17+1 della Cina con gli stati dell’Europa centrale e orientale – forum che include anche altri membri dell’Ue – definendolo come “divisivo”.

Membro del gruppo dal 2012, il paese baltico ha esortato gli altri membri dell’Ue ad andarsene in mezzo al deterioramento dei rapporti tra l’Unione e la Cina.

“La Lituania non si considera più un membro del formato 17+1 e non partecipa a questa iniziativa”, ha detto il ministro degli Esteri Gabrielius Landsbergis ad AFP. Il ministro ha definito la piattaforma di cooperazione “divisiva” dal punto di vista dell’Ue e ha esortato i membri dell’Ue a perseguire “un approccio molto più efficace del 27+1 in merito alla comunicazione con la Cina”. “La forza e l’impatto dell’Europa è nella sua unità”, ha detto Landsbergis.

La mossa della Lituania è l’ultimo segno del deterioramento delle relazioni tra la Cina e l’Unione europea.

Il Parlamento europeo ha respinto con una maggioranza schiacciante qualsiasi approvazione dell’accordo di investimento Ue-Cina fino a quando le sanzioni cinesi contro i deputati e gli studiosi europei saranno in vigore.

Negli ultimi mesi, la Lituania ha anche fatto diversi passi che hanno fatto arrabbiare Pechino, compreso il blocco degli investimenti cinesi e l’annuncio che avrebbe aperto un ufficio commerciale a Taiwan, che la Cina considera una provincia ribelle che un giorno tornerà all’ovile.

Il parlamento della Lituania giovedì ha approvato una risoluzione che condanna il trattamento riservato dalla Cina alla minoranza musulmana uigura come “crimini contro l’umanità” e “genocidio”. Ha anche chiesto un’indagine delle Nazioni Unite sui campi di internamento di Pechino per gli uiguri e ha chiesto alla Commissione europea di rivedere le relazioni con Pechino.