Presidenza portoghese: “Faremo di tutto per garantire il passaporto vaccinale entro giugno”

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La presidenza portoghese dell’UE “farà tutto il possibile” per garantire che il processo legislativo per la realizzazione del certificato digitale di salute relativo al COVID-19 – il cosiddetto “passaporto vaccinale” – sia completato entro giugno, ha detto il segretario di Stato per gli affari europei.

“La presidenza farà di tutto per avere questa legge sul certificato pronta entro giugno. È certamente una delle priorità della presidenza portoghese”, ha detto Ana Paula Zacarias durante una conferenza stampa a Bruxelles martedì (23 marzo).

La dichiarazione è arrivata dopo che Zacarias ha presieduto la videoconferenza dei ministri degli Affari europei dell’Ue a Bruxelles, il cosiddetto Consiglio degli Affari generali, in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì, dove i leader europei affronteranno nuovamente il tema della risposta coordinata alla pandemia di COVID-19.

Sia Zacarias che il vicepresidente della Commissione responsabile delle relazioni interistituzionali, Maros Sefcovic, che ha partecipato a sua volta alla conferenza stampa, hanno sottolineato che “il calendario è molto stretto” e per fare in modo che il “certificato” digitale sia operativo a giugno, c’è “una quantità enorme di lavoro”, da fare a livello europeo ma anche a livello nazionale.

Zacarias ha fatto sapere che c’è un “gruppo ad hoc” che sta lavorando su “elementi molto tecnici” perché il sistema deve essere “completamente interoperabile”. Questo richiede “molta preparazione anche a livello nazionale”, in modo che, “quando la proposta legislativa diventa un regolamento, questo può essere immediatamente applicato” negli Stati membri. “Abbiamo un calendario molto stretto. Dobbiamo lavorare intensamente a livello di Consiglio e nelle discussioni con il Parlamento europeo”, ha aggiunto.

Il segretario di Stato ha ribadito che questo “certificato” verde digitale è “importante per gli stati membri al fine di raccogliere tutte le informazioni sulla situazione in termini di vaccinazione, ma anche sulle persone che sono guarite dal COVID-19 e quelle che sono risultate negative”.

“L’idea è quella di facilitare la libera circolazione il più presto possibile. Sappiamo che in questo momento la situazione è complessa in tutta Europa. C’è bisogno di molta cautela, ma questo certificato ci dà un barlume di speranza che entro l’estate si possa riprendere un po’ di vita normale”, ha detto.

Il commissario Sefcovic ha insistito fortemente sulla necessità di lavorare sodo per rendere il certificato una realtà entro l’estate, ringraziando la presidenza portoghese “per aver dato tanta priorità a questa proposta legislativa”, presentata la settimana scorsa dall’esecutivo dell’Ue.

“Dobbiamo essere pronti in tre mesi, a metà giugno, il che significa che c’è molto lavoro da fare nello spazio di poche settimane. In pratica, questo significa che tutti dovranno fare ciò che è di loro competenza. In primo luogo, la proposta legislativa deve essere trattata con urgenza. In secondo luogo, il lavoro tecnico deve essere fatto sia a livello europeo che nazionale, in modo che l’intero sistema diventi operativo una volta che la legislazione sarà entrata in vigore”, ha sottolineato.

Sefcovic ha espresso soddisfazione per la discussione del Consiglio Affari Generali sulla questione, sottolineando che c’è stato un “forte sostegno” dei 27 per il certificato.

“Naturalmente, i ministri hanno sottolineato l’importanza di rispettare la non discriminazione, che è contemplata nella nostra proposta”, ha detto, precisando che contemplando i casi di persone precedentemente infettate e guarite e di quelle che si sottopongono al test molecolare, non vi sarà necessariamente l’obbligo di vaccinarsi per accedere a questo “pass gratuito”.

Il 17 marzo, la Commissione europea ha proposto la creazione di un certificato digitale per coloro che si sono vaccinati, hanno fatto il test o sono guariti dal Covid-19, con l’obiettivo di riprendere la libera circolazione, tramite un documento bilingue con codice QR che intende far entrare in vigore entro giugno.

Simile a una carta d’imbarco, questo passaporto, secondo la proposta della Commissione, sarà disponibile in formato digitale e/o cartaceo e avrà un codice QR per essere facilmente letto da dispositivi elettronici. Sarà reso disponibile gratuitamente, nella lingua nazionale del cittadino e in inglese.

Sia nella versione digitale (che può essere memorizzata su un dispositivo mobile come un telefono cellulare) che su carta, ci sarà questo codice QR con le informazioni essenziali, che funzionerà come una sorta di sigillo digitale per garantire l’autenticità del certificato.

L’esecutivo Ue vuole anche che questo passaporto rispetti pienamente le norme sulla privacy dei cittadini e sia valido in tutti i paesi dell’Ue. Spetterà alle autorità nazionali degli stati membri emettere questi certificati. Bruxelles suggerisce che questo potrebbe essere fatto, per esempio, da organismi sanitari, ospedali o laboratori.

L’idea di creare questo certificato digitale per permettere la ripresa del settore dei viaggi e del turismo ha cominciato a circolare all’inizio di quest’anno, su iniziativa del primo ministro greco, Kyriákos Mitsotákis ed è stata poi sostenuta dal primo ministro portoghese, António Costa.

Se otterrà il via libera dai paesi membri, questo passaporto digitale dovrebbe entrare in vigore prima dell’estate per permettere al settore del turismo, uno dei più colpiti dalla pandemia, di riprendersi.