Polonia, secondo il ministro della giustizia la Convenzione europea dei diritti dell’uomo viola la costituzione

Il ministro della giustizia polacco Zbigniew Ziobro. EPA-EFE/RAFAL GUZ POLAND OUT

Il ministro della giustizia polacco ha chiesto giovedì (29 luglio) alla Corte costituzionale di esaminare se un articolo della Convenzione europea dei diritti dell’uomo violi o meno la costituzione polacca, acuendo la disputa internazionale sulle riforme giudiziarie del paese.

I critici, tra cui l’Unione europea, dicono che il governo nazionalista della Polonia stia minando l’indipendenza giudiziaria, e a maggio la Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha stabilito che a una società è stato negato il diritto ad un giusto processo a causa della nomina illegale di un giudice.

L’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo dice che “ogni persona ha diritto a un’equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole da parte di un tribunale indipendente e imparziale istituito dalla legge”.

La Convenzione europea dei diritti dell’uomo si applica ai membri del Consiglio d’Europa, un’organizzazione formata dopo la seconda guerra mondiale per proteggere i diritti umani e lo stato di diritto. Il Consiglio d’Europa è il custode della Cedu ed è separato dall’Unione Europea.

Secondo la motivazione della richiesta fatta alla Corte Costituzionale da Zbigniew Ziobro, che oltre ad essere Ministro è anche procuratore generale, l’articolo 6 è in contrasto contro la costituzione polacca perché permette alla Cedu di valutare la legittimità della nomina dei giudici e di valutare se la Corte Costituzionale è indipendente, prerogative che secondo lui dovrebbero essere riservate alla Polonia.

“La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha minato la legittimità dei giudici nominati alla Corte costituzionale polacca […] viola la sovranità della Polonia”, ha detto la Procura in un comunicato.

“Tale interferenza da parte di organismi internazionali nel modello della magistratura costituzionale interna rischia di creare il caos giuridico”.

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La mossa di Ziobro, leader di un partito minore, ultra-conservatore ed euroscettico, nella coalizione di governo della Polonia, arriva mentre il più grande dei membri orientali dell’Unione europea sembra avvicinarsi a un momento cruciale nel braccio di ferro sulle riforme giudiziarie del governo.

La Commissione europea ha dato alla Polonia tempo fino al 16 agosto per conformarsi a una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (Cjeu), ignorata da Varsavia, secondo cui il sistema polacco per disciplinare i giudici viola il diritto comunitario e dovrebbe essere pertanto sospeso.

Se la Polonia non si dovesse adeguare, la Commissione chiederà alla Corte di giustizia di imporre sanzioni finanziarie a Varsavia.