Polonia, per il ministro della giustizia il paese “non dovrebbe restare nell’Ue a ogni costo”

Il ministro della Giustizia polacco, Zbigniew Ziobro. [EPA-EFE/RAFAL GUZ POLAND OUT]

La Polonia non dovrebbe rimanere a tutti i costi un membro dell’Unione europea, ha affermato il ministro della Giustizia, Zbigniew Ziobro, in un’intervista pubblicata venerdì, nella quale ha denunciato quello che ha definito il “ricatto” dell’Unione riguardo alle contestate riforme del sistema giudiziario approvate dal governo guidato dal partito di destra nazionalista Diritto e Giustizia (PiS).

La presa di posizione di Ziobro è arrivata mentre le tensioni tra Varsavia e Bruxelles si stanno intensificando, con la disputa di lunga data sullo stato di diritto che sta arrivando al culmine mentre si avvicina la scadenza del 16 agosto, data entro cui la Polonia deve attuare due sentenze della Corte di Giustizia dell’Ue (che hanno giudicato incompatibili con il diritto comunitario la riforma della giustizia e le misure transitorie che riguardano la camera disciplinare della Corte suprema polacca), o affrontare sanzioni pecuniarie.

“Sono un convinto oppositore del soccombere al ricatto illegale dell’Unione europea effettuato dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea (Cgue)”, ha detto Ziobro al quotidiano Rzeczpospolita.

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“La convinzione che l’Ue sia uno zio buono che ci dà dei soldi, e che dovremmo accettare tutte le sue richieste a tutti i costi, è propaganda e falsa”, ha detto il ministro, aggiungendo che la Polonia dovrebbe essere uno stato membro dell’Ue, ma non ad ogni costo.

Ziobro, leader di Polonia Solidale, partito ultraconservatore che fa parte della coalizione di governo di destra che guida il paese, è l’architetto della revisione giudiziaria che ha messo la Polonia in rotta di collisione con Bruxelles, secondo la quale Varsavia sta minando l’indipendenza dei tribunali e del potere giudiziario.

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Dopo l’ingiunzione della Commissione europea ad attuare le decisione della Corte di Giustizia Ue, la coalizione si è profondamente divisa su come reagire all’ultimatum di Bruxelles. La sua ala più moderata ha chiesto un compromesso, mentre secondo Polonia Unita le riforme sono necessarie per impedire ad alcuni giudici di ‘credersi al di sopra della legge’. Nel frattempo, giovedì 5 agosto il capo della Corte suprema polacca ha parzialmente bloccato i lavori dell’organo.

Alla domanda se Polonia unita continuerebbe ad appoggiare il governo polacco se esso accettasse la sentenza della Cgue, Ziobro ha detto che ci sono “limiti ai compromessi” che il suo partito è disposto a raggiungere.

I sondaggi mostrano che la stragrande maggioranza dei polacchi è favorevole all’adesione all’Ue. Tuttavia, una recente rilevazione realizzata per Rzeczpospolita ha mostrato che c’è anche un 17% dei polacchi che è favorevole all’uscita dall’Unione, un numero in aumento rispetto ai sondaggi precedenti.