Polonia, la Corte costituzionale rinvia la decisione sulla supremazia del diritto comunitario

La Corte Costituzionale polacca a Varsavia. [Adrian Grycuk, Wikipedia]

Martedì 13 luglio la Corte costituzionale polacca – controllata dal partito di governo Diritto e Giustizia (PiS) – ha deciso di rinviare l’emissione di una sentenza in un caso storico per l’Unione Europea, riguardo alla questione se la Costituzione polacca o il diritto dell’UE debbano avere il primato legislativo nello stato membro: un caso che ha suscitato un’aspra disputa con Bruxelles.

La sentenza definitiva era attesa per martedì, ma il tribunale si è aggiornato a giovedì dopo ore di discussione su un caso molto delicato, che coinvolge le controverse riforme giudiziarie polacche approvate negli ultimi anni. [Aggiornamento: dopo la decisione della Corte di Giustizia europea di mercoledì 14 luglio, la Corte Costituzionale polacca ha rinviato di nuovo il suo pronunciamento al 3 agosto.] 

Il primo ministro Mateusz Morawiecki ha chiesto alla Corte di esprimersi dopo una sentenza provvisoria della Corte di giustizia dell’UE (CGUE) contraria a parte della riforma della giustizia promossa dal suo governo nazionalista, e aveva detto di aspettarsi che la Corte costituzionale assicurasse “efficacemente la supremazia della Costituzione polacca sul diritto dell’UE”.

A giugno, la Commissione europea ha chiesto al premier di ritirare la sua richiesta perché “mette in discussione i principi fondamentali del diritto dell’UE, in particolare il primato del diritto dell’UE”.

La possibilità di una chiara sfida al primato del diritto comunitario in Polonia è stata interpretata da alcuni esperti come un possibile primo passo verso un’uscita del paese dall’Unione europea, anche se i sondaggi mostrano che l’adesione all’UE rimane molto popolare tra i polacchi.

L’anno scorso la Corte di giustizia europea ha ordinato alla Polonia di sospendere le attività della nuova sezione disciplinare della Corte suprema, in attesa di una sentenza definitiva. La decisione è stata impugnata e la questione è stata deferita alla Corte Costituzionale.

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Alcuni ex giudici della Corte Costituzionale, all’inizio di quest’anno, hanno messo in guardia sul fatto che una sentenza contro la CGUE “sarebbe una drastica violazione degli obblighi di uno Stato membro e un ulteriore passo verso l’uscita del paese dall’Unione”.

Durante l’udienza di martedì, il difensore civico indipendente per i diritti umani della Polonia, Adam Bodnar, ha affermato che il caso “colpisce il cuore dell’UE” e potrebbe portare a “un’esenzione dallo stato di diritto”.

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‘Un dominio esclusivamente nazionale’

Il partito di Morawiecki, la formazione populista di destra Diritto e Giustizia (PiS),  afferma che i cambiamenti sono necessari per affrontare la corruzione in un sistema giudiziario ancora infestato dal comunismo, ma gli oppositori affermano che rappresentano una minaccia per lo stato di diritto.

La Commissione Europea, da parte sua, mira a riportare la Polonia e la sua alleata Ungheria in linea con quelle che considera le norme democratiche europee. L’esecutivo UE accusa i due governi di soffocare i media indipendenti e di imporre riforme che di fatto escludono i giudici le cui sentenze potrebbero non essere in linea con le opinioni dei partiti al governo.

La legge polacca sulla riforma della magistratura, entrata in vigore nel febbraio dello scorso anno, impedisce ai giudici di fare ricorso alla Corte di giustizia europea per questioni di diritto, e crea un organo che si pronuncia sull’indipendenza dei giudici indipendentemente dal diritto dell’UE.

Ha inoltre istituito una ‘camera disciplinare’ per sovrintendere ai giudici della Corte suprema polacca, con il potere di revocare la loro immunità, e un’altra per i giudici delle corti inferiori, per esporli a procedimenti penali o ridurre i loro stipendi.

Il commissario UE alla Giustizia, Didier Reynders, ha affermato nelle cose settimane che la legge polacca di riforma giudiziaria “viola l’indipendenza della magistratura in Polonia ed è incompatibile con il primato del diritto dell’Unione”.

Un portavoce del governo polacco, Piotr Muller, ha twittato in risposta che le questioni giudiziarie sono “un dominio esclusivamente nazionale”.