Polonia, in migliaia in piazza a Varsavia contro la legge che restringe la libertà dei media

La manifestazione di protesta contro la nova legge sui media a Varsavia, domenica 19 dicembre 2021. [EPA-EFE/Radek Pietruszka POLAND OUT]

Migliaia di persone hanno protestato davanti al palazzo del presidente polacco domenica 19 dicembre, contro la nuova legge sui media approvata due giorni prima e il cui obiettivo, secondo i critici, è mettere a tacere il principale canale di notizie indipendente del paese.

Molti manifestanti hanno sventolato bandiere dell’UE e urlo slogan come “Media liberi!” e “Vogliamo il veto!” – chiedendo al presidente della Repubblica, Andrzej Duda, di non firmare il disegno di legge.

La norma è stata approvata venerdì 17 dicembre, nonostante non fosse all’ordine del giorno dei lavori del parlamento. In particolare, la camera bassa ha deciso, con 229 voti favorevoli, 212 contrari e 11 astenuti, di respingere il veto posto dal Senato alla proposta di legge che la stessa camera bassa aveva varato la scorsa estate. A pochi giorni dalla pausa per le festività, si tratta di una vittoria politica del partito di maggioranza, il nazionalista Legge e Giustizia (PiS).

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I deputati polacchi hanno approvato mercoledì 11 agosto il disegno di legge sui media  e l’emittenza televisiva, che secondo l’opposizione ha l’obiettivo di  mettere a tacere il canale di news TVN24, di proprietà del gruppo statunitense Discovery e da sempre molto …

Una legge contestata

Il PiS, che controlla la televisione pubblica TVP, e gran parte della stampa regionale, ha a lungo sostenuto che i gruppi di media stranieri hanno troppa influenza in Polonia, e distorcono il dibattito pubblico: la legge, secondo il partito di maggioranza, mira a impedire a paesi come la Russia o la Cina di acquisire influenza sui media polacchi.

La norma inasprisce le regole sulla proprietà straniera dei media, che già ora impongono che le testate giornalistiche operanti in Polonia siano possedute da compagnie con sede nello spazio economico europeo.

In particolare, secondo gli osservatori il governo di Varsavia intenderebbe colpire il canale di notizie TVN24, da sempre molto critico nei confronti dell’esecutivo, di proprietà della società statunitense Discovery. Attualmente, TVN, la società madre di TVN24, è controllata da Discovery attraverso un’altra società registrata nei Paesi Bassi, ma la norma approvata venerdì vieterebbe anche questa possibilità.

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La public company statunitense punta il dito contro la norma che prevede che i media polacchi siano controllati da proprietari dello spazio economico europeo. Una misura che colpirebbe in particolare il canale TVN, voce critica nei confronti del governo di …

Dopo il voto, il consiglio di amministrazione di TVN ha definito il voto “un attacco senza precedenti ai media liberi” e ha affermato in una dichiarazione che la società è “determinata a difendere i propri investimenti in Polonia”. La capogruppo Discovery, invece, ha sostenuto che il voto parlamentare “dovrebbe allarmare qualsiasi impresa che investe in Polonia” e ha invitato Duda a porre il veto.

Non si sono fatte attendere anche le reazioni degli Stati Uniti e dell’UE. Il Dipartimento di Stato Usa ha invitato Duda a proteggere la libertà di parola, la libertà di impresa, i diritti di proprietà e la parità di trattamento, affermando in un comunicato di essere “profondamente turbati dall’approvazione di una legge che minerebbe la libertà di espressione, indebolirebbe la libertà dei media ed eroderebbe la fiducia degli investitori stranieri nei loro diritti di proprietà e nella sacralità dei contratti in Polonia”.

Secondo la Commissione europea, invece, la nuova legge invia un altro segnale negativo sul rispetto dello stato di diritto e dei valori democratici in Polonia. In una nota, la vicepresidente  Vera Jourova ha scritto che “una volta che questo disegno di legge diventerà legge, la Commissione non esiterà ad agire in caso di mancato rispetto del diritto dell’UE”.

Adesso il pallino è in mano a Duda, che nonostante sia un alleato del governo in carica, nelle scorse settimane aveva affermato che le acquisizioni di gruppi di media di proprietà straniera dovrebbero avvenire a condizioni di mercato e non con soluzioni forzate. “Il disegno di legge (…) sarà ovviamente analizzato da noi e verrà presa la decisione appropriata”, ha detto Duda ai giornalisti venerdì.

Duda deve decidere se approvare definitivamente la legge, respingerla oppure sottoporla al Tribunale costituzionale, composta in maggioranza da magistrati nominati dal governo in carica.

Le proteste di piazza

Domenica, a scendere in piazza sotto il palazzo della presidenza della Repubblica sono stati in migliaia. “Abbiamo bisogno di libertà di parola”, ha detto uno dei manifestanti, Emilia Zlotinska, 38 anni: “Vorrei che il presidente non lo firmasse”.

Andrzej Lech, 71 anni, agitando le bandiere polacca e dell’UE, ha affermato che la legge “non è accettabile. È mio dovere essere qui ora… e in ogni circostanza in cui la nostra libertà sarà in pericolo”.

Sempre domenica, TVN24 ha annunciato che oltre un milione e mezzo di cittadini polacchi avevano firmato una petizione a difesa del canale.

I migliori giornalisti e diversi esponenti dell’opposizione, tra cui l’ex presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, si sono rivolti alla folla, illuminata dalle luci di Natale.

“Siamo qui oggi in difesa della libertà dei media. Quando saremo uniti nella solidarietà, vinceremo. Spazzeremo via questo governo insieme”, ha detto Tusk, che ora guida il partito Piattaforma civica.

“Non si tratta solo di un canale tv”, ha detto alla folla il sindaco di Varsavia ed ex candidato dell’opposizione alla presidenza, Rafal Trzaskowski. “Tra poco [ci sarà] la censura di Internet, un tentativo di estinguere tutte le fonti di informazione indipendenti, ma non permetteremo che ciò accada”.

Proteste simili si sono svolte in tutta la Polonia.

Da quando il PiS è stato eletto al potere nel 2015, la Polonia ha perso 46 posizioni nell’indice mondiale sulla libertà di stampa di Reporters sans frontières, classificandosi attualmente in  64ma posizione.