Parli del coronavirus? In Ungheria ti arrestano

Il Primo Ministro ungherese Minister Viktor Orban nel Parlamento di Budapest il 23 Marzo 2020. EPA-EFE/Tamas Kovacs HUNGARY OUT

In Ungheria stanno avvenendo arresti tra chi esprime opinioni rispetto al coronavirus. È quello che stanno denunciando alcuni parlamentari europei ungheresi e delle organizzazioni per i diritti umani. Giusto martedì (12 maggio) due persone che avevano espresso la loro libera opinione contro alcune scelte del governo in merito sono state arrestate.

Quella che ormai sta diventando una vera e propria dissidenza in Ungheria denuncia che questi arresti vengono fatti con il solo scopo di intimidire: le persone infatti vengono arrestate e poi rilasciate. Le leggi liberticide del governo nazionalista di Viktor Orbàn stanno dando i loro frutti.

Secondo l’eurodeputata ungherese Katalin Cseh (del partito liberale Momentum di cui fa parte uno degli uomini arrestati) sono episodi sufficienti ad avviare una procedura d’infrazione contro l’Ungheria, in quanto “la legge sul coronavirus è contraria alla libertà di opinione e serve ad intimidire i giornalisti, società civile ed operatori ospedalieri”.

Questa facilità di arrestare chi non esprime posizioni “gradite” al governo è possibile grazie alla “Legge sulle autorizzazioni” varata dall’esecutivo approfittando della pandemia dovuta al coronavirus.

Secondo l’eurodeputata gli attacchi alla democrazia e allo stato di diritto da parte di Orbàn stanno portando il Paese alla deriva autoritaria, sullo stile delle “democrature” euro-asiatiche, in quanto “sulla carta possiamo tenere libere elezioni e organizzare partiti di opposizione, ma il governo mira a intimidire la gente, a scoraggiarla dal partecipare”. Preoccupazioni cui fanno eco anche le organizzazioni internazionali per i diritti civili. Esse sostengono che le azioni della polizia siano mirate a mettere a tacere i cittadini: “Le autorità ungheresi non accettano critiche al ‘caro leader’, così la polizia accoglie chi non la pensa come lui” come ha scritto Andrew Stroehlein di Human Rights Watch.

Il valore aggiunto del diritto costituzionale europeo: il caso di Ungheria e Polonia

In Ungheria e Polonia si attenta evidentemente alla permanenza piena dei valori primari dell’Unione: il rispetto della dignità e dei diritti umani, della democrazia, dello Stato di diritto, scrivono Giuseppe Martinico e Leonardo Pierdominici.

Misure che attentano all’indipendenza della magistratura, che …

Secondo la legge diffondere fatti (veritieri o meno) sul coronavirus è diventato punibile con una pena da 1 a 5 anni di reclusione.

La polizia ha dichiarato di aver arrestato un uomo nella prima mattinata di martedì a seguito di un post sui social media dove, secondo le autorità, si diceva “che la leadership del paese aveva deliberatamente programmato l’abolizione del coprifuoco con il picco del coronavirus”.

Certo la comunicazione governativa non è molto chiara e presta il fianco alle critiche. Il 19 aprile Viktor Orbán ha annunciato, precisano, che il picco dei casi di coronavirus dovrebbe essere raggiunto il 3 maggio, mentre il primo allentamento delle restrizioni è avvenuto il giorno 4 dello stesso mese.

Il governo ungherese sospende i diritti di protezione dei dati previsti dall’UE

Il governo ungherese di Orbán ha annunciato l’intenzione di sospendere l’obbligo di rispettare determinate misure previste dalla legislazione europea sulla protezione dei dati dei cittadini fino a quando l’attuale periodo di “stato di emergenza” non sarà stato dichiarato concluso.

Nello specifico …

Un altro fermo di polizia si è verificato mercoledì 13, quando un uomo è stato interrogato dalle forze dell’ordine per aver condiviso un post di un politico dell’opposizione che protestava contro l’evacuazione forzata dei letti d’ospedale, ha riferito la rivista satirica ungherese Magyar Naranc. Le notizie che arrivano dai media locali ungheresi parlano infatti di ospedali pubblici che hanno dovuto svuotare il 60% dei letti in aprile per avere 36.000 posti pronti, il che ha portato a casi in cui pazienti terminali o in convalescenza sono stati dimessi prematuramente, con tutto quello che può comportare una situazione del genere. Intanto l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) comunica che i casi di covid-19 in Ungheria sfiorano i 3.400 casi confermati (3.380 per la precisione) e 436 morti.