Parlamento Ue: la delegazione italiana è una delle meno influenti

Il Parlamento Ue a Strasburgo. [EPA-EFE/FREDERICK FLORIN / POOL]

L’edizione 2021 dell’indice di influenza dei membri del Parlamento europeo, realizzato da VoteWatch Europe, è stata pubblicata il 1° novembre. In questa classifica, che misura sia l’influenza politica che quella sui social network, la delegazione italiana si trova nelle ultime posizioni.

Il Parlamento europeo è composto di 705 membri provenienti dai 27 Stati che fanno parte dell’Unione europea, divisi sulla base della popolazione. A rigor di logica, gli Stati che portano una delegazione più numerosa dovrebbero essere quelli che esercitano l’influenza maggiore.

La ricerca di VoteWatch Europe ha raccolto i 100 eurodeputati più influenti nel periodo di un anno fino ad agosto 2021, combinando dati politici e influenza sui social media. Secondo questa classificazione, il capogruppo del Partito popolare europeo (Ppe) Manfred Weber si trova al primo posto, precedendo Iratxe García Pérez (S&D), dei Sven Giegold (Verdi/Efa) e Dacian Cioloş (Renew Europe).

Il primo italiano in classifica è il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, a cui viene attribuito il massimo punteggio politico, ma in quello social un punteggio appena sopra la metà. All’interno dei primi dieci della classifica combinata di influenza rientra anche Antonio Tajani (Ppe) di Forza Italia.

Se andiamo tuttavia ad analizzare i dati dell’influenza dei Paesi di provenienza, ci accorgiamo che non necessariamente le delegazioni più numerose sono quelle più influenti. L’Italia, per esempio, ha il terzo maggior numero di eurodeputati, 76, dietro solo a Germania e Francia. Tuttavia, nella classifica dell’influenza politica per Paese risulta nelle ultime posizioni.

Nonostante due eurodeputati italiani si trovino nei primi dieci della classifica dell’influenza politica, Sassoli e Tajani, l’Italia si colloca appena al 25° posto su 27 tra le nazioni, un dato che deve per forza far riflettere. I dati sull’influenza sono indipendenti dalla dimensione delle delegazioni

Una spiegazione viene data, nello studio, dalla ripartizione degli eurodeputati italiani nei gruppi politici. Ben 24 eurodeputati italiani appartengono al gruppo Identità e Democrazia, che si colloca all’ultimo posto nell’indice di influenza politica proporzionale. Per contro, sono 11 e 18 quelli dei due gruppi più influenti, Ppe e S&D. Inoltre, l’Italia ha anche 9 eurodeputati indipendenti, la cui influenza politica a livello individuale è naturalmente più limitata.

Una situazione ancora peggiore la vive la Francia, che possiede la seconda delegazione ma, secondo l’indice di influenza politica, è addirittura ultima. Anche qui, il motivo è da ricercare nel significativo numero di eurodeputati che appartengono a gruppi poco influenti

Per contro, la Francia guida la classifica dell’influenza social davanti a Spagna e Germania, mentre ancora una volta l’Italia si classifica in fondo, al 26° posto. Nella classifica complessiva, invece, l’Italia si trova all’ultima posizione.

Ambiti specifici

Per quanto riguarda l’ambito della salute, la Francia guida la classifica dell’influenza davanti a Spagna e Belgio, mentre l’Italia si colloca al 16° posto. La Germania, invece, occupa l’ultima posizione. Anche sul tema del Green Deal è la Francia in prima posizione, davanti a Spagna e Finlandia. L’Italia in questo campo è 17esima.

Sul tema del digitale è la Spagna a esercitare l’influenza maggiore, davanti a Germania e Olanda, mentre l’Italia è in ultima posizione. Infine, sul tema del commercio e della politica estera la Spagna guida la classifica davanti alla Francia e al Belgio, mentre anche in questo caso l’Italia si classifica ultima.

La metodologia di analisi

L’indice di influenza politica è costruito sulla base di un algoritmo che bilancia le posizioni ricoperte dagli eurodeputati all’interno del Parlamento, utilizzando una serie di criteri valutati e approvato da esperti di affari europei.

Oltre alle posizioni ricoperte all’interno del Parlamento, nei gruppi politici  e nelle commissioni, l’algoritmo tiene conto delle procedure legislative intraprese, della partecipazione nelle sessioni di voto e i rapporti interni al Parlamento e con i governi nazionali.