Nei luoghi del federalismo europeo: la visita della ministra della Giustizia Cartabia a Ventotene

Una foto della struttura dell'ex carcere di S. Stefano a Ventotene. [fonte: Wikipedia]

Con lei erano presenti, tra gli altri, anche la commissaria Costa e il rettore di Roma Tre Pietromarchi, che ha annunciato l’istituzione di un centro di ricerche internazionali sulla pena con sede nell’ex struttura penitenziaria di Santo Stefano.

Il 26 giugno a Ventotene si è tenuta l’iniziativa dal titolo “L’esperienza di Eugenio Perucatti a Santo Stefano: tra passato e presente”, dedicata alla figura di colui che fu direttore dell’ex Carcere di Santo Stefano dal ’52 al ’60.

All’incontro, promosso dal festival culturale Gita al Faro, erano presenti tra gli altri la ministra della Giustizia Marta Cartabia, la commissaria per il recupero dell’ex carcere di Santo Stefano Ventotene Silvia Costa e il Rettore dell’università Roma Tre Luca Pietromarchi. Ad introdurre il panel Guido Garavoglia, presidente dell’associazione Santo Stefano in Ventotene, che promuove il festival, cui sono aggiunti i saluti del sindaco del comune isolano Gerardo Santomauro.

Non sono mancati spunti e importanti annunci, a partire dall’istituzione del Centro di Ricerche internazionali sulla Pena che avrà sede a Santo Stefano/Ventotene, come da comunicazione del rettore Pietromarchi. L’ex struttura penale che vide reclusi al confino gli autori del Manifesto di Ventotene Altiero Spinelli, Eugenio Colorni ed Ernesto Rossi, ma anche figure come Sandro Pertini, Umberto Terracini e altri personaggi di spicco della lotta partigiana e dell’antifascismo.

Nel lungo e appassionato intervento della ministra Marta Cartabia, che ha aperto il dibattito, è stato posto l’accento sull’attualità del pensiero e dell’opera di Eugenio Perucatti e sulla necessità di recuperarne l’esperienza per il suo valore composito, di studioso ma anche di uomo pratico, con una incrollabile fede nel recupero dell’uomo affiancata all’esperienza di educatore. La ministra ha citato più volte il passaggio “filtrerà sempre un raggio di sole” con cui l’ex direttore ha motivato nel suo appassionante libro, ripubblicato nel 2021, le innovazioni da lui introdotte in nome dell’art. 27 di cui la ministra ha ricordato l’inesauribile attualità.

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La commissaria Silvia Costa nel ringraziare la ministra Cartabia ha rievocato la figura di Perucatti, dopo aver reso omaggio alla famiglia dell’ex direttore presente in sala, ha quindi dato l’annuncio del lancio del concorso internazionale di progettazione architettonica che avverrà il 30 giugno proprio dall’isola di Ventotene. La Commissaria ha concluso richiamando l’obiettivo finale “se riusciremo a realizzare un progetto di richiamo internazionale, sostenibile e capace al tempo stesso di trasferire i valori sanciti dal terzo pilastro della Costituzione Europea di Lisbona, sarà un grande successo”.

La chiusura è stata affidata a Marco Ruotolo, Ordinario di diritto a Roma Tre, che presentando il Centro internazionale di ricerche sulla pena ha detto “vorremo attrarre studenti da tutto il mondo per creare qui una ‘scuola di alti pensieri’ per produrre idee da mettere a disposizione delle istituzioni”. La Ministra ha poi proseguito la sua visita a Ventotene recandosi all’ex carcere borbonico di Santo Stefano, dove a breve prenderanno avvio i lavori di messa in sicurezza.

Sono inoltre intervenuti: Carmelo Cantone, Provveditore dell’Amministrazione penitenziaria, Lazio, Abruzzo e Molise; Lucia Castellano, Dirigente generale per l’esecuzione penale: Manfredi Merluzzi, Direttore Dipartimento studi umanistici Università Roma Tre; Marco Ruotolo, Prorettore con delega per i rapporti con scuole società e istituzioni dell’Università degli studi Roma Tre.

In più, nel corso della presentazione, l’attore Cosimo Rega ha letto alcuni brani del volume di Eugenio Perucatti “Perchè la pena dell’ergastolo deve essere attenuata. Documenti-Polemiche-Esperienze”, rieditato nel 2021 da Editoriale scientifica, nell’ambito del Master di diritto penintenziario e costituzione, diretto del professor Marco Ruotolo di Roma Tre.