Migranti, inizia la cooperazione tra Frontex e il Montenegro

epa07468431 (FILE) - Police officers of European Border and Coast Guard stand on duty, during the official launch of the European Border and Coast Guard, in Kapitan Andreevo Check Point, on the borders of Bulgaria with Turkey, 06 October 2016 (reissued 28 March 2019). To protect Europe's external borders, the EU's Frontex border patrol force is to be expanded to up to 10,000 troops by 2027, according to announcements by participants in the negotiations between EU states and the European Parliament on 28 March 2019. EPA-EFE/ORESTIS PANAGIOTOU

Giovedì 2 luglio è iniziata la cooperazione tra Frontex (European Border and Coast Guard Agency) e il Montenegro per la gestione delle frontiere.

Sulla base di un accordo raggiunto nel febbraio del 2019 e poi firmato nell’ottobre dello stesso anno, Frontex potrà coordinare la cooperazione operativa tra gli Stati membri dell’UE e il Montenegro nella gestione delle frontiere comuni tra Unione europea e il paese balcanico.

Nelle intenzioni dell’Ue tale accordo rappresenta, sin dall’inizio, “un’ulteriore dimostrazione della sempre più profonda e vasta cooperazione con il Montenegro”  che “apporterà vantaggi a entrambe le parti, in particolare in termini di potenziamento delle attività di gestione delle frontiere”. Di fatto con l’entrata in vigore odierna, l’agenzia europea potrà impiegare il proprio personale alle frontiere del Montenegro e assistere le autorità di Podgorica nella gestione dei flussi migratori e nelle operazioni congiunte contro i crimini transfrontalieri.

Tale operazione rientra in una più vasta strategia messa in atto da Frontex nei Balcani, che ha visto il coinvolgimento, ad esempio, dell’Albania sin dal maggio 2019. I prossimi paesi coinvolti, con cui già esiste un accordo, saranno la Macedonia del Nord (l’intesa è stata firmata nel luglio 2018), la Serbia (settembre 2018, manca solo la ratifica finale) e la Bosnia-Erzegovina (gennaio 2019).

Come ha recentemente scritto Marco Di Liddo su Euractiv.it tale accordo può essere considerato più soddisfacente da parte dell’Ue – il cosiddetto bicchiere mezzo pieno – in quanto lo stesso aumenta in maniera graduale il coinvolgimento di Podgorica nella sfera politica dell’Unione, mentre per il Montenegro lo stesso rappresenterebbe un bicchiere mezzo vuoto in quanto non risponderebbero a quell’accelerazione dei meccanismi di integrazione desiderati dallo stato in questione.