Macron al Parlamento europeo: l’Ue deve riscoprire l’unità e rafforzare lo Stato di diritto

Per Macron, intervenuto davanti al Parlamento di Strasburgo il 19 gennaio 2022, la Carta dei diritti dell'UE va aggiornata per includere il diritto all'aborto e il tema della protezione dell'ambiente. [EPA-EFE/JULIEN WARNAND]

Davanti agli eurodeputati riuniti a Strasburgo, mercoledì 19 gennaio Emmanuel Macron ha illustrato in un discorso al Parlamento europeo gli obiettivi di Parigi per il suo semestre di presidenza dell’UE, che durerà fino al 30 giugno e sarà strettamente intrecciato alle elezioni  in cui il presidente francese cercherà la riconferma per altri cinque anni.

Macron, che nel preambolo del suo intervento ha ricordato l’ex presidente del Parlamento David Sassoli, da poco scomparso, ha debuttato ricordando che la costruzione europea si basa su tre promesse: la democrazia, il progresso e la pace.

Per questo, ha invitato gli europei ad essere “audaci” in modo che l’UE si affermi come “una potenza del futuro” che sia “sovrana” per “non dipendere da altre potenze”, ricevendo l’applauso più caloroso dell’emiciclo nel momento in cui ha annunciato la volontà di rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri.

Per il presidente francese, la sovranità e indipendenza dell’Europa sul piano internazionale deve passare dalla costruzione di “un nuovo ordine di sicurezza” che metta assieme UE e NATO per affrontare le pretese egemoniche della Russia, con la quale – ha detto Macron – occorre “un dialogo franco e esigente”.

Quanto all’Unione, secondo Macron i paesi che la compongono devono “riscoprire il senso dell’unità” contro “la tirannia degli aneddoti e le divisioni tra gli europei”. Né “il ritorno al nazionalismo né la dissoluzione delle nostre identità saranno le risposte al mondo che viene”, segnato dal “ritorno della tragedia della storia”, ha aggiunto Macron, spiegando che la priorità dell’UE deve essere la difesa dello Stato di diritto, che “è il nostro tesoro”: “ovunque si tratta di riconquistare i popoli che [se ne sono] allontanati”.

“Faremo di tutto per lavorare in questa direzione e affinché, sempre attraverso il dialogo, ma senza debolezza, possiamo difendere la forza di questo Stato di diritto in tutte le situazioni”, ha aggiunto il presidente francese: “dico ‘nel dialogo’ perché non si tratta di far passare l’idea che lo Stato di diritto sia fondamentalmente un’invenzione di Bruxelles e il cui unico depositario sarebbe Bruxelles, discorso che sentiamo nascere in alcune capitali. No, è il frutto di tutte le nostre storie, la stessa lotta delle rivoluzioni per liberarci dal giogo del totalitarismo nel secolo scorso”.

Per rafforzarlo, Macron ha proposto che il diritto all’aborto e la protezione dell’ambiente vengano inclusi nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE, che a suo giudizio va aggiornata “per essere più espliciti” su questi temi molto sensibili. Soprattutto quello dell’interruzione di gravidanza, tornato al centro dell’attenzione per la posizione contraria della neopresidente del Parlamento, la conservatrice Roberta Metsola.

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In campo sciale ed economico, per Macron la sfida principale è quella del rispetto degli obiettivi di riduzione del riscaldamento globale, siglati a Parigi nel 2015 e ribadito nella conferenza COP26 di Glasgow lo scorso novembre.

“Ora”, ha detto il presidente francese, “dobbiamo passare dalle intenzioni agli atti. Trasformare le nostre industrie, investire nelle tecnologie del futuro, che siano batterie o idrogeno, (…) incoraggiare tutti i giocatori nel nostro paese e in tutto il mondo a soddisfare i requisiti ecologici. Questo è il significato stesso, in particolare, del meccanismo di adeguamento del confine del carbonio che attendiamo da anni. Questo è anche il significato delle misure speculari negli accordi commerciali che vogliamo difendere”.

Altro aspetto è quello della rivoluzione digitale, che per Macron impone all’Europa di “costruire un vero mercato unico digitale per creare campioni europei”, riuscendo al contempo a “vigilare sugli attori digitali per preservare lo spirito dei Lumi, vale a dire proteggere i nostri diritti, le nostre libertà, il rispetto della nostra vita privata”.

Infine, il presidente francese ha toccato il tema della sicurezza, che se da un lato “richiede un riarmo strategico della nostra Europa come potenza di pace ed equilibrio, in particolare nel dialogo con la Russia”, dall’altro chiama in causa la volontà di “riprendere il controllo dei confini e del nostro spazio”.

Per Macron, l’UE ha “fatto molti progressi con il rafforzamento in corso di Frontex”. Ora, ha aggiunto, “la Presidenza francese realizzerà una riforma dell’area Schengen che è la condizione per rispettare la sua promessa originaria di uno spazio di libera circolazione”.

I suoi caposaldi, ha spiegato il presidente francese, saranno la protezione “delle nostre frontiere esterne, anche sviluppando una forza intergovernativa di reazione rapida”, il dispiegamento di “un’accoglienza condivisa e solidale tra gli Stati membri, come abbiamo fatto tra il 2018 e il 2021”, la costruzione di “partenariati con i paesi di origine e di transito per combattere le reti di contrabbando”, l’aumento dell’efficacia delle politiche di rimpatrio e della lotta all’immigrazione irregolare.