L’UE propone agli Stati Uniti di avviare un dialogo sulle sfide poste dalla Cina

L'Alto Rappresentante Josep Borrell durante una conferenza stampa a Bruxelles. [EPA-EFE/VIRGINIA MAYO / POOL]

L’alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera, Josep Borrell, ha proposto lunedì al Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, un dialogo bilaterale sulle sfide poste dalla Cina, una questione che ha focalizzato le discussioni tra i ministri degli esteri dell’UE e del Nord America.

“Ho suggerito di avviare un dialogo bilaterale separato incentrato sulla Cina e sulle sfide che le sue azioni e le sue ambizioni rappresentano per noi, gli Stati Uniti e l’Unione europea”, ha annunciato Borrell in una conferenza stampa dopo la videoconferenza dei ministri degli esteri dell’Unione a cui si era unito, in un segmento dedicato alle relazioni transatlantiche, Pompeo. Borrell ha chiarito che questa relazione è “uno dei pilastri dell’ordine mondiale” e che ciò è stato ribadito dall’appuntamento telematico che si era appena tenuto, in cui era chiaro che “sebbene non siamo d’accordo su tutto, il nostro impegno per la cooperazione transatlantica è più forte che mai”.

La Cina era uno dei punti all’ordine del giorno, uno di quelli in cui Pompeo aveva il maggior interesse, secondo fonti dell’Unione. Borrell ha affermato di aver scambiato opinioni sulla “Cina e la sua crescente assertività su molti fronti”, e ha riconosciuto che “ci sono problemi che affrontiamo insieme nelle relazioni con la Cina e in cui la nostra stretta cooperazione è molto importante per discuterne insieme”. “Ciò include, ovviamente, la situazione a Hong Kong”, dove l’UE ha già avvertito che la nuova legislazione approvata da Pechino mette a repentaglio la semi-autonomia della città. Per Borrell, un dialogo specifico tra Washington e Bruxelles sulla Cina servirebbe a “tenerci uniti, condividere preoccupazioni e avere una base comune per difendere i nostri valori e interessi”.

In questo scenario si inseriscono anche le misure anti-dumping recentemente approvate dall’Unione e volte, secondo la Commissione, a contenere la strategia “Belt and Road”  della Cina che, in settori quali quello del vetro,  puntava su paesi terzi come l’Egitto al fine di “eludere potenzialmente … i dazi imposti dall’UE sulle esportazioni cinesi”.