Letta a Bruxelles: l’Ue deve fare “un salto di qualità” nella gestione dell’immigrazione

Il segretario de Pd Enrico Letta ha incontrato mercoledì a Bruxelles la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il vicepresidente Valdis Dombrovskis, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, e i commissari al Lavoro Nicolas Schmit e all'Economia Paolo Gentiloni. [EPA-EFE/RICCARDO ANTIMIANI]

Il fenomeno migratorio “obbliga a far fare un salto di qualità al piano che la Commissione ha presentato a settembre scorso e che sta faticando ad andare avanti”, ha detto mercoledì 19 maggio il segretario del Partito democratico ed ex presidente del Consiglio nel corso di una visita di tre giorni a Bruxelles.

Mercoledì Letta ha incontrato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il vicepresidente Valdis Dombrovskis, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, e i commissari al Lavoro Nicolas Schmit e all’Economia Paolo Gentiloni, mentre giovedì vedrà l’Alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell.

Secondo Letta, che ha parlato con i giornalisti a margine dei suoi incontri con Sassoli e von del Leyen, oggi l’Unione Europea “è priva di strumenti efficaci per far fronte a una situazione emergenziale” come quella causata dal fenomeno migratorio: per questo, le istituzioni comunitarie devono “darsi questi strumenti, e solamente il livello europeo può essere efficace perché, come la storia dimostra, gli Stati membri da soli non bastano. Io l’ho vissuto in prima persona nel 2013-2014 e ho imparato che c’è bisogno di solidarietà da parte di tutti e c’è bisogno di dare all’Ue gli strumenti per intervenire”.

Nel colloqui con von der Leyen, Letta ha ribadito il sostegno del Pd al governo guidato da Mario Draghi, “che ha intrapreso la strada delle riforme necessarie perché i soldi europei arrivino e affinché l’Italia sia in grado di spenderli”, mentre in quello con Sassoli i due leader hanno parlato del Recovery plan e – come ha sintetizzato il presidente dell’Europarlamento – della “ricostruzione europea”.

Sempre mercoledì, Letta ha partecipato anche alla riunione del gruppo del Pd al Parlamento europeo, dalla quale sono emersi due obiettivi principali: la trasformazione del piano ‘Next Generation EU’ in uno strumento permanente, come auspicato anche da Sassoli, e la riforma del Patto di stabilità per trasformarlo in un patto di solidarietà europea.

Tutte le grandi conquiste sociali, ha ribadito l’ex presidente del Consiglio, passano e si muovono all’interno dello spazio politico europeo: “L’Europa e l’europeismo – ha spiegato Letta – sono nel Dna del Partito democratico”, che si considera il “guardiano” dell’europeismo all’interno della maggioranza che sostiene il governo di Mario Draghi. “Io non ho nessun dubbio – ha concluso – sul fatto che la nostra posizione è quella di un governo europeista, e ovviamente chi non crede nell’Europa non vedo cosa ci faccia dentro un governo europeista come questo”.