Legge contro i diritti LGBT* in Ungheria, Von der Leyen: “È una vergogna”

La bandiera arcobaleno sventola accanto alle bandiere europee davanti alla sede del Consiglio europeo a Bruxelles, in Belgio, il 17 maggio 2017, in occasione della Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia. [EPA/OLIVIER HOSLET]

La presidente della Commissione assicura: “Non faremo compromessi su questi principi”. La condanna di 13 Paesi Ue, a cui all’ultimo si è unita anche l’Italia.

“La legge ungherese è una vergogna, discrimina persone sulla base dell’orientamento sessuale va contro i valori fondamentali della Ue. Noi non faremo compromessi su questi principi”, ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen rispondendo ai giornalisti che le chiedevano un commento sulla legge anti Lgbt dell’Ungheria.

Nei giorni scorsi Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Spagna e Svezia hanno presentato alla riunione del Consiglio Affari Generali una dichiarazione che sollecita la Commissione europea, in qualità di custode dei Trattati, ad agire contro l’Ungheria di Orban con tutti i mezzi a disposizione. L’Italia è stata l’ultima a firmare. Mancano invece le firme dei Paesi di Visegrad e di Austria, Grecia, Malta, Cipro e Portogallo, che detiene ancora per alcuni giorni la presidenza del Consiglio.

“A fine Consiglio Affari Generali non sono arrivati chiarimenti soddisfacenti dall’Ungheria sulle leggi approvate che producono discriminazioni in base all’orientamento sessuale. Per questo, dopo dibattito, anche l’Italia ha firmato la richiesta degli altri 13 stati membri dell’Ue”, ha spiegato il sottosegretario agli Affari europei Enzo Amendola che inizialmente aveva detto di voler attendere “chiarimenti” dall’Ungheria.

Dall’Allianz Arena al Consiglio dell’Ue la polemica per la legge di Orban

La ragione di questa azione è la stessa che ha ispirato il consiglio comunale di Monaco e la Federcalcio tedesca a voler illuminare l’Allianz Arena dei colori della bandiera arcobaleno in occasione della partita agli Europei 2020 con l’Ungheria, per dare un messaggio inequivocabile a Viktor Orban e a tutti i suoi sostenitori. La richiesta della città di Monaco è stata bocciata direttamente dall’UEFA, ma il sindaco Dieter Reiter, commentando la decisione come “vergognosa”, ha fatto sapere che la città risponderà decorando i suoi palazzi dei colori arcobaleno, simbolo della comunità Lgbt. Anche il capitano della nazionale tedesca, come ha già fatto, potrebbe indossare la fascia arcobaleno al braccio.
Sui social il dibattito è molto accesso e da più parti arrivano critiche per le politiche di intolleranza dell’Ungheria che ha deciso di equiparare i genitori omosessuali a dei pedofili.

Diritti LGBTQI, Budapest approva una legge che equipara i genitori omosessuali ai pedofili

L’Assemblea nazionale ha approvato un controverso disegno di legge che equipara le minoranze sessuali ai pedofili e cercano di vietare la “promozione dell’omosessualità” e della transessualità da scuole e pubblicità con 157 a favore  e 1 contrario. Migliaia di persone …

Ora deve “scendere in campo” la Commissione

La stessa Presidente della Commissione europea, Ursula von Der Leyen, all’indomani dell’approvazione di questa legge, aveva scritto su Twitter di essere “Molto preoccupata per la nuova legge in Ungheria. Stiamo valutando se viola la legislazione europea in materia. Credo in un’Europa che abbraccia la diversità, non in un’Europa che la nasconde ai nostri figli.Nessuno dovrebbe essere discriminato sulla base dell’orientamento sessuale”.
Con la loro azione di oggi, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Spagna e Svezia sembrano dare una risposta molto netta: sì, la legge ungherese viola la Carta dei Diritti Fondamentali e i valori sui cui l’integrazione europea si fonda.

In un altro tweet, von der Leyen si è poi espressa direttamente sulla questione dello stadio, scrivendo in tedesco: “La nostra Europa è costruita sulla diversità e sul rispetto reciproco. Questo vale per tutti i settori, la società, l’economia e anche lo sport!”, postando un’immagine della bandiera arcobaleno e rivisitando lo slogan ufficiale del tour di presentazione di Next Generation UE e di approvazione dei Piani nazionali di ripresa e resilienza: lo slogan ufficiale, “make it real” (rendiamolo possibile), è diventato “make it equal” (rendiamolo giusto).