La Seconda guerra mondiale secondo Putin: scontro di narrazioni tra Russia e Europa

Mezzi militari russi passano davanti al Cremlino durante le prove generali della parata del Giorno della Vittoria a Mosca, il 20 giugno 2020. EPA-EFE/SERGEI CHIRIKOV

Russia e UE sono alle prese con una battaglia storiografica e in particolare il Cremlino sembra trincerato dietro alle proprie posizioni; il pomo della discordia ruota intorno all’eredità della Seconda guerra mondiale. Entrambe le parti si accusano a vicenda di riscrivere cinicamente la storia per un mero tornaconto politico.

La vittoria sovietica sulla Germania nazista è molto importante per il presidente Vladimir Putin, che sfrutta ancora oggi il trionfo militare dell’URSS nel 1945 per suscitare l’orgoglio nazionale tra i russi.

Il corteo militare che attraversa la Piazza Rossa a Mosca per celebrare il 75° anniversario della vittoria nella seconda guerra mondiale era stato rinviato a causa del coronavirus ma si è trattato solo di un rinvio.

Le relazioni della Russia con l’Europa vanno progressivamente deteriorandosi a causa delle guerre in Siria e in Ucraina e a causa delle rivendicazioni di interferenze politiche; ora si aggiungono le accuse di revisionismo storico.

Nei mesi che hanno preceduto lo scoppio della pandemia, Putin parlava in ogni occasione della Grande Guerra Patriottica, l’espressione con cui in Russia si ricorda la lotta sovietica contro la Germania nazista; da qui lo scontro narrativo con l’Europa.

In particolare, ha sollevato la questione durante gli incontri informali con i leader dei Paesi ex sovietici, in un incontro con gli imprenditori e poi in un discorso ai generali.

“Siamo obbligati a difendere la verità sulla vittoria. Altrimenti, cosa diremo ai nostri figli se la menzogna si diffonde in tutto il mondo come la peste?”. Putin ha usato queste parole in un discorso al Parlamento a gennaio.

Il presidente ha detto di essere un avido lettore di storia di quel periodo e ha recentemente pubblicato un lungo articolo in inglese che accusa l’Occidente di “meschini” tentativi di insultare la Russia riscrivendo la storia della Seconda Guerra Mondiale.

Scambi di accuse

“Per Putin, il tema della Seconda Guerra Mondiale costituisce le fondamenta della sua idea nazionale di una rinascita russa, dell’idea della Russia come grande potenza”, secondo lo storico Vitaly Dymarsky.

La memoria della Seconda Guerra Mondiale rappresenta cioè un’idea nazionale unificante, ha aggiunto.

Mosca ha avuto molti scambi diplomatici con l’Ue e con i leader dei Paesi ex comunisti come Polonia e Ucraina.

Nello scorso dicembre Putin ha denunciato il “cinismo incredibile” di Varsavia, accusata di aver giustiziato gli ebrei nel 1945, e di aver fatto un accordo con Hitler all’inizio della guerra.

Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki in risposta ha respinto queste affermazioni come  “sciocchezze” ma la Polonia quest’anno ha boicottato una commemorazione dell’Olocausto in Israele proprio perché Putin era presente.

Un altro elemento di divisione è stata la risoluzione del Parlamento europeo che condannava la spartizione dell’Europa dell’est tra URSS e Germania, risoluzione cara proprio ai Paesi europei dell’est.

Putin ha ovviamente criticato il documento, dipingendolo come un tentativo di equiparare l’URSS e la Germania nazista.

La seconda guerra mondiale è scoppiata dopo l’invasione da parte della Germania nazista e dell’Unione Sovietica della Polonia nel settembre 1939, in base a una clausola segreta del patto Molotov-Ribbentrop.

Eppure Mosca ha detto che l’accordo era necessario dopo che l’Europa ha abbandonato l’Unione Sovietica contro la Germania firmando l’Accordo di Monaco del 1938, che ha portato all’annessione da parte della Germania nazista della Cecoslovacchia occidentale.

È questione di politica, non di storia

La Russia accusa l’Occidente di sminuire il suo ruolo nella guerra e di minimizzare i 27 milioni di morti sovietici, elevando invece il contributo dell’America e della Gran Bretagna.

Nell’ottica di Mosca lo sbarco degli Alleati in Normandia nel giugno 1944 è stato un solo episodio della sconfitta nazista.

La Russia si è detta “estremamente indignata” quando la Casa Bianca a maggio ha dimenticato di menzionare l’Unione Sovietica tra i Paesi che hanno sconfitto la Germania nazista in un tweet ufficiale.

La vittoria dell’Unione Sovietica nella Seconda Guerra Mondiale le ha fatto guadagnare anche un ruolo di primo piano nell’ordine mondiale del dopoguerra, compreso un nuovo territorio e un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Per il Cremlino, questa eredità deve “unire il popolo” contro gli avversari della Russia. Questa è l’interpretazione dello storico Dymarsky.