La presidenza tedesca punta su ripresa economica e digitale. Niente di nuovo sulla politica climatica

epa08492902 German Chancellor Angela Merkel (CDU) arrives ahead of the session on the upcoming German presidency of EU council at the plenary hall of the Parliament Bundestag in Berlin, Germany, 18 June 2020. German presidency of the Council of the European Union starts on 01 July 2020. EPA-EFE/MICHELE TANTUSSI

Una settimana prima che la Germania assuma la presidenza del Consiglio dell’Ue, il suo attesissimo programma è stato approvato dal governo tedesco. La priorità, come ha più volte ripetuto Angela Merkel, sarà la gestione della crisi economica e sociale provocata dalla pandemia di coronavirus. Secondo l’opposizione però questo non basta.

“Le aspettative dei nostri partner sono alte”, ha dichiarato la portavoce del governo Ulrike Demmer in una conferenza stampa. Per il ministro degli Esteri Heiko Maas, la Germania è stata finora il “motore e moderatore dell’Europa”.

Il programma, che EURACTIV Germania ha visto in anteprima, trae alcuni insegnamenti dalla pandemia: gli strumenti europei per la gestione delle crisi devono essere valutati e in futuro si dovranno produrre sempre più attrezzature e medicinali in Europa.

Next Generation EU

I negoziati sul quadro finanziario pluriennale (QFP) avranno priorità assoluta nel calendario di ricostruzione post-crisi, poiché il fondo per la ripresa Next Generation EU è collegato al bilancio.

Trovare un consenso su questo sarà il compito più importante di Berlino. Dovrà convincere gli Stati che non vogliono dare il denaro dei loro contribuenti ai Paesi più colpiti dalla pandemia e chiedono maggiori condizioni sui prestiti, rifiutando l’ipotesi delle sovvenzioni.

Sovranità digitale

Per preservare la competitività dell’Europa, anche durante questa crisi, la Germania mira a “costruire un’infrastruttura digitale europea ad alte prestazioni, sovrana e resistente”.

Per diventare indipendente dai fornitori di cloud statunitensi, ad esempio, si intende promuovere il progetto europeo di cloud computing “Gaia X”. Si tratta di una joint venture franco-tedesca per la quale il ministro delle Finanze tedesco Peter Altmaier e l’omologo francese Bruno Le Maire si sono impegnati in prima persona.

La Germania spingerà anche per un “Codice di condotta” dei dati sanitari e per rendere l’intelligenza artificiale “utilizzabile in tutti i settori”, ma “sempre nell’ottica del benessere della libera società democratica”.

Nuove risorse europee

Sulla questione della sicurezza informatica, i Paesi dell’Ue devono cooperare più strettamente, soprattutto per quanto riguarda la protezione delle infrastrutture critiche. La Germania sostiene un “livello minimo uniforme di sicurezza informatica per tutti i dispositivi presenti sul mercato”.

Il programma però non menziona l’espansione 5G. Rivela invece che la tassa digitale sarà attuata non appena sarà raggiunto un accordo nell’OCSE. La presidenza tedesca punta a introdurre anche una tassa sulle transazioni finanziarie, un progetto prestigioso avviato dal ministro delle Finanze Olaf Scholz (SPD).

Conferenza sul futuro dell’Europa: si spera possa iniziare entro la fine dell’anno

Su questioni sociali, che hanno causato disaccordi tra i partner della coalizione tedesca fino alla fine, il governo vuole promuovere dei “quadri” europei per lo sviluppo di salari minimi nazionali e sistemi di sicurezza di base.

L’esecutivo guidato da Angela Merkel sta anche cercando “un segnale politico” per sostenere la parità di genere, tenendo conto degli impatti che la pandemia di COVID-19 ha avuto su questo.

Tra gli obiettivi del programma c’è anche la Conferenza sul futuro dell’Europa, cosa che il Parlamento europeo e la società civile chiedono da settimane. Il governo tedesco confida in un avvio tempestivo, poiché vuole lavorare per garantire “che il Consiglio, la Commissione e il Parlamento europeo raggiungano un rapido accordo sulla struttura e sul mandato della Conferenza”.

Commentando tale posizione, i vicepresidenti del Parlamento Europeo Katarina Barley (S&D) e Rainer Wieland (PPE), hanno criticato quanto emerso in proposito durante la riunione del Consiglio.

Conferenza sul futuro dell'Europa: il Consiglio dell'Ue fissa i paletti

Il Consiglio dell’Unione, cioè la riunione dei governi nazionali, riunito al livello dei rappresentanti permanenti presso l’Unione, ha finalmente espresso la sua posizione riguardo alla Conferenza sul futuro dell’Europa, come da tempo sollecitato da Commissione e Parlamento.

Essenzialmente i governi …

Per il PE la Conferenza è infatti assolutamente necessaria, a maggior ragione dopo la crisi Covid, per disegnare l’Europa del futuro anche grazie ad un attivo coinvolgimento dei cittadini. Tale coinvolgimento deve essere fondato sulla certezza che i risultati della Conferenza possano incidere concretamente sul futuro dell’UE, aprendo un processo di riforma dei Trattati. Se ciò non avvenisse, afferma Wieland, si manderebbe ai cittadini un segnale sbagliato.

Per Katarina Barley, dal Consiglio è emersa una posizione “molto prudente”, il che fa pensare che i governi nazionali non vogliano una Conferenza efficace e non vogliano davvero coinvolgere i cittadini.

Entrambi gli europarlamentari hanno dichiarato che se la Conferenza dovesse diventare un semplice show mediatico, tanto varrebbe non iniziarla affatto.

Niente di nuovo sulla politica climatica

Sulla politica climatica il programma è piuttosto vago. Nel rispetto delle disposizioni dell’accordo di Parigi sul clima, il governo tedesco intende ottenere una posizione comune in seno al Consiglio per far decollare la strategia sulla biodiversità e il progetto di legge sul clima.

Invita inoltre la Commissione a discutere “in quali settori sono necessarie ulteriori misure politiche”. Un altro elemento nuovo del programma fa esplicito riferimento alle questioni relative al benessere degli animali e all’etichettatura dei prodotti alimentari.

Migranti, Seehofer: "La presidenza tedesca riformi la politica di asilo dell'Ue"

Seehofer ha chiesto alla Germania di usare la sua posizione di prossimo presidente del Consiglio dell’Unione europea per rivedere il sistema di asilo del blocco e rafforzare i controlli alle frontiere. Intanto Italia, Spagna, Grecia, Malta e Cipro chiedono una …

Migrazioni e stato di diritto

Per quanto riguarda la migrazione, il programma pone in primo piano la tanto attesa riforma del sistema comune europeo di asilo (CEAS). Sebbene il governo federale intenda portare avanti le riforme “sulla base delle proposte della Commissione”, nel programma ha indicato alcune linee guida, a firma del ministro degli Interni Horst Seehofer (CSU).  Seehofer propone di ridefinire le responsabilità e l’attuazione delle procedure di asilo alle frontiere esterne dell’UE.

Anche in questo caso, sia Wieland che Barley hanno precisato che quanto avvenuto e quanto sta avvenendo alle frontiere non è una sconfitta dell’Europa, ma dei governi nazionali.

Le intenzioni sembrano dunque quelle di trovare finalmente un accordo europeo per affrontare un fenomeno strutturale come quello delle migrazioni. A questo tema è legato anche un altro pilastro del programma tedesco: la promozione dello Stato di diritto in tutta Europa.

La Germania sostiene infatti la proposta della Commissione europea di vincolare il rispetto dello Stato di diritto da parte da parte di ciascun Paese all’erogazione dei fondi europei.

Politica estera

Sul fronte della politica estera il programma tedesco si concentra soprattutto sui rapporti con la Cina. Berlino intende “lavorare per una maggiore reciprocità in tutti i settori politici” e “stabilire una maggiore parità di condizioni in termini di concorrenza”, ad esempio nell’accordo bilaterale sugli investimenti. Nelle trattative rientra anche la politica climatica, non vi è alcun riferimento invece al tema dei diritti umani.

In proposito la vicepresidente del PE, Katarina Barley, sottolinea l’importanza dei valori europei. Secondo l’eurodeputata infatti, nel momento in cui dovessero venir meno i valori e i principi su cui si fonda il progetto europeo, perderebbe di senso tutta la costruzione istituzionale dell’UE, compreso il Mercato unico.

“Siamo combattendo una guerra di valori”, afferma la vicepresidente, “tra USA, Cina ed Unione Europea”. L’Ue dovrà allora riaffermare i propri valori democratici a livello europeo o avrà fallito la propria missione, sottolinea Barley.

Per quanto riguarda i negoziati sulla Brexit, il governo tedesco insiste su “un rapporto equilibrato tra diritti e doveri e condizioni di concorrenza leale”.

Per la presidenza tedesca gli Stati Uniti continuano a essere “il partner più vicino in materia di politica estera e di sicurezza al di fuori dell’UE”, con il quale si intende stabilire una cooperazione attiva. Tuttavia molto dipenderà dall’esito delle elezioni di novembre.

Opposizione delusa

L’opposizione tedesca non ha risparmiato critiche al programma. La portavoce dei Verdi, Franziska Brantner, lo ha descritto come un programma “che ignora il futuro” e “deludente dal punto di vista dei contenuti” perché “il governo ha indebolito le sue ambizioni in materia di protezione del clima”.  Secondo i Verdi anche nell’ambito delle pari opportunità per le donne “è ben al di sotto delle aspettative”.

Il suo omologo di sinistra, Andrej Hunko (Die Linke), ha lamentato in un comunicato stampa la mancanza di una “clausola di progresso sociale, che dia priorità alla protezione e ai diritti dei lavoratori”, nonché di un salario minimo a livello europeo.