La Polonia chiede un vertice europeo straordinario sulla situazione in Bielorussia

Un agente di polizia antisommossa colpisce un manifestante durante una protesta dopo la chiusura dei seggi alle elezioni presidenziali, a Minsk, Bielorussia. EPA-EFE/TATYANA ZENKOVICH

L’esito elettorale delle lezioni presidenziali in Bielorussia non convince quasi nessuno nella comunità internazionale. Solo il presidente russo Vladimir Putin e il leader cinese Xi Jinping si sono rapidamente congratulati con Lukashenko, ma la Polonia ha chiesto un vertice d’emergenza dell’Unione europea sugli scontri.

“Le autorità hanno usato la forza contro i loro cittadini, che chiedono un cambiamento nel Paese. Dobbiamo sostenere il popolo bielorusso nella sua ricerca della libertà”, ha detto il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki in una dichiarazione.

Le proteste sono durate tutta la notte e continuano a circolare le immagini della violenta repressione da parte delle forze dell’ordine. Alcuni cittadini lamentano la chiusura dell’accesso a internet e ai siti di informazione mentre si contano oltre tremila arresti.

“Le libertà di espressione e di protesta sono principi fondamentali in Europa. La violenza e la repressione dei dimostranti in #Bielorussia sono inaccettabili e devono cessare. La trasparenza del processo elettorale deve essere assicurata.” Così il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli su Twitter.

Gli fanno eco in tanti, da Borrell che dice che “La violenza di Stato sproporzionata e inaccettabile contro i manifestanti pacifici deve cessare immediatamente!” Alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha chiesto un conteggio “esatto” dei voti espressi e ha condannato la violenta repressione.

La Polonia ha chiesto la convocazione di un vertice straordinario dell’Ue. Più interessanti, visto che la Germania rappresenta il maggior parte partener commerciale di Minsk, le reazioni dal mondo politico tedesco. Il Ministro degli Esteri Heiko Maas ha suggerito alla UE di non togliere le sanzioni (che era stato previsto di eliminare grazie a segnali incoraggianti di maggior trasparenza emersi nelle settimane scorse).

Un video ripubblicato anche dal Guardian sembra mostrare un membro di una commissione elettorale a Minsk, in Bielorussia che scende una scala da una finestra del secondo piano con un sacchetto che si presume contenga le schede di voto. 

La leader dell’opposizione, Svetlana Tikhanovskaja, che ha ottenuto il 9,9%, non ha riconosciuto l’esito del voto e ha chiesto alle autorità che “il potere passi pacificamente all’opposizione”. La leader dell’opposizione ha detto: ”Credo ai miei occhi, e vedo che la maggioranza è con noi. Abbiamo già vinto, perché abbiamo superato la nostra paura, la nostra apatia e la nostra indifferenza”.

Lukashenko, invece, sostiene che le proteste di piazza sia eterodirette dall’estero e soprattutto da Polonia, Gran Bretagna e Repubblica Ceca. Nel corso degli scontri, molti manifestanti sono rimasti feriti ma ci sarebbe anche un morto. Il Comitato investigativo bielorusso ha lanciato un’indagine penale per chi ha organizzato e partecipato a “disordini di massa”, punibile con pene detentive da otto a quindici anni.

Nella giornata del 10 agosto, Svetlana Tikhanovskaja ha abbandonato la Bielorussia; il ministro degli Esteri lituano, Linas Linkevicius, ha annunciato che si trova proprio nel piccolo Paese baltico, al sicuro.