La Commissione Ue all’Ungheria: cambiare la normativa sugli appalti

Viktor Orban. [EPA-EFE/FRANCISCO SECO / POOL]

Secondo un documento interno visto da Reuters, l’esecutivo dell’Unione europea ha detto all’Ungheria di riformare la sua normativa sugli appalti pubblici per mettere un freno alle “frodi sistemiche” prima che i miliardi di euro del fondo di recupero per la pandemia dell’Ue diventino disponibili.

 La Commissione europea è incaricata di gestire il piano da 750 miliardi di euro e ha già detto a diversi stati dell’Ue che le loro proposte per spendere la loro parte di fondi devono essere migliorate.

Non c’è stata una risposta immediata da parte del governo ungherese a una richiesta di commento sul documento inviata via mail.

L’Unione vuole una trasformazione profonda delle leggi ungheresi sugli appalti pubblici, secondo il documento della Commissione del 26 gennaio che stabilisce specifiche modifiche legali richieste al governo del primo ministro Viktor Orbán.

“La concorrenza negli appalti pubblici è insufficiente nella pratica”, dice il documento, aggiungendo che questo è legato a “irregolarità sistemiche” che “hanno portato alla più alta correzione finanziaria nella storia dei fondi strutturali (Ue) nel 2019”.

Il documento ha chiesto specificamente di migliorare la trasparenza e l’accessibilità dei dati, sostenendo che ciò porterebbe a degli appalti più equi e aperti.

Budapest, che ha avuto una serie di battaglie con le autorità dell’Ue su questioni relative allo stato di diritto, dovrebbe ottenere quasi 6,3 miliardi di euro in sovvenzioni gratuite dal programma di recupero se il suo piano di spesa sarà proposto entro la scadenza di fine aprile, per essere poi accettato da Bruxelles e dagli altri paesi dell’Ue.

L'Ungheria non ha fatto nessun passo avanti nella lotta alla corruzione

La lotta dell’Ungheria contro la corruzione si può definire “complessivamente insoddisfacente”. Questa è la sintesi del giudizio del Consiglio d’Europa.

L’Ungheria non ha fatto progressi nell’attuazione delle raccomandazioni sulla corruzione dei membri del parlamento, di giudici e procuratori, secondo l’organismo anti-corruzione …

Un paese corrotto e restio alle riforme

Per il terzo anno di fila, l’Ungheria, insieme a Bulgaria e Romania, condivide l’ultimo posto nell’Ue come paese più corrotto dell’Unione, secondo l’indice di percezione della corruzione di Transparency International pubblicato il mese scorso.

Al 69esimo posto a livello globale, l’Ungheria ha ottenuto 44 punti su 100 sull’indice 2020 (100 è il meno corrotto), il che significa che ha perso 11 punti dal 2012.

In un sondaggio dell’Eurobarometro pubblicato nel giugno 2020, l’87% degli ungheresi intervistati ha descritto la corruzione nel paese come diffusa, ben al di sopra della media Ue del 71%.

Un ulteriore 32% è “totalmente d’accordo” con l’affermazione che sono “personalmente colpiti dalla corruzione nella loro vita quotidiana”, in aumento rispetto al 26% del 2017.

L’Ungheria non ha anche fatto progressi nell’attuazione delle raccomandazioni sulla corruzione riguardanti i membri del parlamento, i giudici e i pubblici ministeri, secondo il rapporto dell’organismo anti-corruzione del Consiglio d’Europa, pubblicato alla fine dello scorso anno.

Il Gruppo di Stati contro la corruzione [un organismo anticorruzione del Consiglio d’Europa] ha concluso che l’Ungheria non ha fatto progressi dal 2019 e ha finora attuato in modo soddisfacente solo cinque delle 18 raccomandazioni del 2015.