Janša attacca 13 eurodeputati: “Sono pupazzi di Soros”. Sassoli: basta provocazioni

Il primo ministro sloveno Janez Janša. [EPA-EFE/IGOR KUPLJENIK]

Il primo ministro sloveno, ha condiviso una vignetta che attacca tredici fra ex e attuali membri del Parlamento europeo e ha rifiutato di incontrare la delegazione in visita a Lubiana. Sassoli: in questo modo attacca anche i cittadini europei.

È scontro tra la presidenza di turno slovena e il Parlamento europeo, dopo che il primo ministro Janez Janša ha condiviso su Twitter una vignetta in cui 13 tra ex e attuali europarlamentari vengono definiti come dei “pupazzi nelle mani di Soros”, da tempo bersaglio privilegiato di siti e movimenti complottisti, soprattutto di destra, che hanno fatto del magnate e filantropo di origine ungherese il “grande vecchio” al centro di ogni sorta di teoria cospirazionista.

Non si è fatta attendere la replica del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli che ha scritto: “Chiediamo urgentemente a Janša di cessare le provocazioni contro i membri del Parlamento europeo. Gli attacchi ai membri di questa casa sono anche attacchi ai cittadini europei. Una collaborazione costruttiva con la Presidenza di turno del Consiglio non può che basarsi sulla fiducia e sul rispetto reciproci”.

“La vignetta pubblicata su Twitter dal premier sloveno Janez Janša che definisce tredici fra ex e attuali membri del Parlamento europeo come burattini di Soros è semplicemente vergognosa. Esprimiamo solidarietà e vicinanza ai colleghi vittime di questa vile e ignobile propaganda. I parlamentari europei, impegnati in questi giorni in Slovenia in incontri istituzionali e con la società civile nel tentativo di verificare il rispetto dello stato di diritto, meritano rispetto tanto più che la loro missione è coerente con l’esercizio del loro mandato”, è il commento del vicepresidente del Parlamento Ue Fabio Massimo Castaldo. “L’attuale ruolo che Janša ricopre, la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea, suggerirebbe una cautela istituzionale che il premier sloveno purtroppo non possiede – continua Castaldo -. Inoltre, spiace il mancato rispetto per chi non c’è, visto che nella vignetta pubblicata compare il volto dell’ex europarlamentare olandese Hans van Baalen, deceduto lo scorso 29 aprile. A Janša non resta che scusarsi per quella che vorremmo fosse solo una gaffe, ma che temiamo possa invece nascondere posizioni ben diverse e ben più gravi”.

La vignetta provocatoria è stata condivisa mentre in Slovenia è in corso la visita di una delegazione del Parlamento europeo, composta da sette deputati della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e un deputato della commissione per il controllo dei bilanci. Lo scopo della loro visita è valutare la situazione del Paese in materia di stato di diritto, libertà dei media e lotta contro la corruzione. La delegazione ha in programma incontri con i giornalisti, il difensore civico, i presidenti della Corte dei conti e della Corte costituzionale, il commissario per l’informazione e il procuratore capo dello Stato. All’origine era previsto anche un incontro con il primo ministro, proprio per oggi (giovedì 14 ottobre) alle 14, ma Janša all’ultimo ha rifiutato l’invito.

“Non vuole incontrarci, ma ha abbastanza tempo per creare una tempesta su Twitter con i suoi annunci, anche sulla nostra visita”, ha scritto la deputata belga Assita Kanko dei Conservatori e Riformisti europei (ECR), che fa parte della delegazione.

Il rifiuto di Janša è stato commentato anche sul profilo ufficiale del gruppo S&D, che ha sottolineato che la delegazione è stata accolta da una sedia vuota invece che dal primo ministro. “Abbiamo molte domande per lui sulla preoccupante situazione in Slovenia per quanto riguarda la libertà dei media e lo stato di diritto”, si legge nel tweet dell’account ufficiale del gruppo.