Incontri con le lobby, due terzi degli eurodeputati non li segnalano: maglia nera per Identità e Democrazia, male gli italiani

I corridoi dietro e intorno all'Aula plenaria nella sede di Strasburgo del Parlamento Europeo. European Union 2019 - Source : EP, Michel CHRISTEN

Secondo i dati della piattaforma Integrity Watch Eu dove vengono registrati gli incontri tra deputati europei e lobbysti, i più virtuosi sono gli svedesi. Nella lista dei partiti invece il primato è dei Verdi.

Quasi due terzi dei legislatori europei non riportano gli incontri con i lobbisti, secondo un’analisi di Transparency International dei dati raccolti sugli incontri con le lobby pubblicati dagli eurodeputati sul sito web del Parlamento europeo.

Nel 2011, il Parlamento europeo e la Commissione hanno inaugurato un registro pubblico congiunto sulla trasparenza per fornire informazioni su coloro che cercano di influenzare la politica dell’Ue, compresi gli studi legali, le Ong e i think-tank, nonché i lobbisti tradizionali.

La registrazione è obbligatoria per ottenere il badge del lobbista che è necessario per accedere al Parlamento europeo.

A luglio 2020, il registro contava 11.776 organizzazioni, di cui 6.501 accreditate presso il Parlamento.

La piattaforma di Transparency International, chiamata Integrity Watch EU, contiene un registro con tutti gli incontri pubblicati fino a giugno 2020, che saranno aggiornati ogni due settimane in futuro.

Secondo gli ultimi risultati, a partire dal giugno 2019 sono state registrate sul sito web del Parlamento 8.310 riunioni di lobby, traccia degli incontri con imprese, Ong e altri rappresentanti di interessi.

In linea con le regole adottate dal Parlamento nel gennaio 2019, i presidenti delle commissioni parlamentari, i relatori e i relatori ombra dovrebbero pubblicare tutte le riunioni relative alle relazioni in discussione nelle commissioni su un sistema interno al Parlamento.

Gli eurodeputati possono anche decidere di renderle pubbliche sulle loro pagine web, ma per coloro che non occupano posizioni particolari la pubblicazione delle riunioni rimane volontaria.

Secondo Transparency International, solo il 37% circa dei legislatori dell’Ue ha pubblicato online le riunioni intercorse con le lobby dall’inizio di questa legislatura, nonostante la Camera abbia messo a disposizione un sistema per dichiararle, ha rilevato l’Ong; 259 su 704 deputati presenti al Parlamento europeo hanno pubblicato almeno una riunione durante questa legislatura.

Allo stesso tempo, solo 16 dei 22 presidenti di commissione su 22 hanno pubblicato incontri con lobbisti relativi a rapporti: i Verdi sono in cima alla lista (91%), seguiti da Renew Europe (57%), S&D (45%), Ppe (23%), Gue (38%) e Ecr (17,7%). Gli eurodeputati del gruppo Identità e Democrazia hanno registrato il minor numero di incontri (8%).

Tuttavia, secondo i risultati, le disparità sono maggiori se si prende in considerazione la nazionalità dei deputati.

I più trasparenti sono gli svedesi (90%), i lussemburghesi (83%), i finlandesi (71%), gli olandesi (65%) e i danesi (64%), mentre in fondo alla lista troviamo gli italiani (6,6%), i bulgari (5,9%), i greci (4,8%). I ciprioti e i croati fanno registrare addirittura uno 0%.

Sono in corso trattative tra le tre istituzioni dell’Unione europea per l’istituzione di un Registro per la trasparenza obbligatorio dell’UE; la Commissione ha presentato una proposta in questa direzione nel settembre 2016, ma finora non ci sono stati risultati concreti.