Il presidente polacco mette il veto sulla legge contro TVN

epa09657834 Polish President Andrzej Duda speaks during a press conference at the Presidential Palace in Warsaw, Poland, 27 December 2021. Polish President Andrzej Duda has vetoed a new media law on 27 December that the Polish lower house of parliament (Sejm) passed on 18 December. The president has sent the bill back to parliament to rewrite it. The new regulations, which would have required non-European Economic Area media owners to sell their majority stakes in Polish media companies and caps their ownership level at 49 percent, which would have affected TVN television station, which is owned by US media giant Discovery. EPA-EFE/Andrzej Lange POLAND OUT

Il presidente polacco, Andrzej Duda, ha messo il veto sulla cosiddetta “legge TVN”, salvando il più importante gruppo televisivo indipendente del Paese.

Duda ha messo il veto sulla legge che vieta a soggetti esterni allo Spazio Economico Europeo di detenere quote di maggioranza di media polacchi. L’unico caso in polonia è il gruppo televisivo TVN, controllato dalla società americana Discovery, un colosso dei media peraltro presente in vari altri Paesi europei. TVN è considerata la principale televisione indipendente dopo che il governo ha trasformato il gruppo pubblico TVP in una sorta di megafono propagandistico. E la sua linea, critica delle norme liberticide del governo, è una spina nel fianco del partito di governo, PiS (Diritto e Giustizia).

Polonia, in migliaia in piazza a Varsavia contro la legge che restringe la libertà dei media

Migliaia di persone hanno protestato davanti al palazzo del presidente polacco domenica 19 dicembre, contro la nuova legge sui media approvata due giorni prima e il cui obiettivo, secondo i critici, è mettere a tacere il principale canale di notizie …

Il presidente Duda è espressione del PiS, ma di fronte alle massicce manifestazioni di piazza e alle forti pressioni del governo americano ha bloccato la legge al fine di evitare un ulteriore fronte di scontro internazionale per il Paese, dopo quelli già aperti con l’Unione Europea, e il rischio di un crescente isolamento della Polonia. Inoltre, la legge rischiava di violare un accordo commerciale con gli Stati Uniti e Discovery aveva già annunciato che avrebbe fatto ricorso contro la legge ad un sistema di arbitrato previsto da tale accordo. Il rischio per la Polonia era di trovarsi a pagare un indennizzo enorme.

Stato di diritto, la Corte Ue condanna la Polonia a pagare un milione di euro al giorno di multa

Si fa sempre più duro lo scontro tra l’Unione europea e la Polonia in materia di Stato di diritto.

Mercoledì 27 ottobre la Corte di giustizia dell’Ue ha condannato la Polonia a pagare alla Commissione europea una sanzione giornaliera da un …

Il tutto mentre la Polonia si trova già a dover pagare significative multe – un milione e mezzo di euro al giorno – per il mancato rispetto di norme  e sentenze dell’UE, come per la mancata chiusura della miniera di carbone di Turow, e la violazione dello stato di diritto.  Inoltre, il suo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non è stato ancora approvato dalla Commissione europea, anche in relazione al mancato rispetto dello stato di diritto e dell’indipendenza della magistratura, e delle sentenze della Corte di Giustizia. La Corte deve ora esprimersi sulla legittimità del nuovo meccanismo europeo di tutela dello stato di diritto che permetterebbe all’Unione di congelare anche gli altri fondi europei destinati alla Polonia, o ad altri Stati che violassero norme fondamentali dello stato di diritto. Il premier Morawiecki ha dichiarato preventivamente che non si aspetta un giudizio onesto dalla Corte di giustizia dell’UE.

Tutto ciò avviene in una fase di scontro totale tra la Polonia e il resto del mondo. Il Tribunale costituzionale – considerato illegittimo dopo la riforma dello stesso voluta dal governo, che ha così nominato la maggioranza dei suoi giudici – ha infatti recentemente emesso una serie di sentenze con cui ha dichiarato incompatibili con la Costituzione polacca prima i Trattati istitutivi dell’Unione europea, poi la Convenzione europea dei diritti umani. Considerati i pessimi rapporti tra la Polonia e la Russia, i ripetuti screzi diplomatici avuti con Israele, l’ultima cosa di cui la Polonia ha bisogno è di aggiungere un ulteriore scontro con gli Stati Uniti per completare il proprio isolamento internazionale.

L'Ue apre una procedura d'infrazione contro la Polonia per le sentenze della Corte costituzionale

Mercoledì 22 dicembre la Commissione ha lanciato una procedura di infrazione contro la Polonia per violazione del diritto dell’Ue da parte della Corte costituzionale polacca.

La procedura riguarda due sentenze emesse a luglio e ad ottobre dalla Corte Costituzionale polacca che …

Sul piano interno la mossa di Duda può anche essere vista come un tentativo di prendere le distanze dal governo e porsi su una linea più neutrale in modo da poter dialogare con l’attuale opposizione, nel caso vincesse le  elezioni parlamentari, previste nel 2023, visto che il mandato presidenziale scadrà nel 2025.