Il Parlamento Ue fa causa alla Commissione: “Non applica le norme sulla condizionalità dello Stato di diritto”

Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. [EPA-EFE/FRANCOIS LENOIR / POOL]

È scontro tra le istituzioni europee sul meccanismo di condizionalità che vincola i fondi europei al rispetto dello Stato di diritto.

Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli mercoledì 20 ottobre ha chiesto al servizio giuridico del Parlamento europeo di intentare una causa contro la Commissione europea per la mancata applicazione del regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto, adottato lo scorso dicembre.

Questo meccanismo permette all’Ue di sospendere i pagamenti provenienti dal bilancio comunitario agli Stati membri in cui lo stato di diritto è minacciato e il Parlamento chiede da tempo che venga applicato, soprattutto nei confronti di Paesi come l’Ungheria e la Polonia le cui politiche sono entrate più volte in contrasto con i valori e il diritto dell’Unione. L’ultimo caso clamoroso riguarda la Corte costituzionale polacca che ha negato in una recente sentenza il primato del diritto dell’Unione.

La lettera di Sassoli arriva dopo il voto che si è tenuto nella Commissione Affari Giuridici del Parlamento e che ha suggerito di portare la causa davanti alla Corte di Giustizia. Durante la Conferenza dei Presidenti di mercoledì 20 ottobre la maggioranza dei capigruppo politici ha appoggiato questa proposta. Nella lettera si chiarisce che se la Commissione adotterà le misure necessarie, il Parlamento ritirerà la procedura legale.

“Gli Stati dell’Ue che violano lo stato di diritto non dovrebbero ricevere i fondi comunitari. L’anno scorso il Parlamento ha lottato duramente per la creazione di un meccanismo che garantisca questo principio. Tuttavia, finora la Commissione europea è stata riluttante a metterlo in pratica”, ha sottolineato Sassoli. “L’Unione europea è una comunità fondata sui principi della democrazia e dello stato di diritto. Se questi sono minacciati in uno stato membro, l’Ue deve agire per proteggerli – ha spiegato il presidente dell’Eurocamera -. Ho quindi chiesto ai nostri servizi legali di preparare una causa contro la Commissione per garantire che le regole dell’Ue siano applicate correttamente”.