Il messaggio di Sassoli alle istituzioni europee: serve un bilancio ambizioso per affrontare la crisi

Il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. [EPA-EFE/IAN LANGSDON]

“Ora è il momento di essere coraggiosi e ambiziosi con le azioni sostenute dal bilancio dell’UE. Il Parlamento vuole essere protagonista in questo processo insieme alle altre istituzioni e contribuire a renderlo il miglior strumento possibile per aiutare l’economia europea e i suoi cittadini. È urgente trovare un accordo sul Piano di ripresa e sul prossimo bilancio pluriennale”, ha detto ieri il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. 

Potrebbe sembrare una delle tante dichiarazioni che si sono susseguite in queste settimane sul fatto che bisogna adattare misure poderose e tempestive per affrontare la crisi causata dalla pandemia. In realtà, però, c’è anche un’altra questione: prima che l’Europa si trovasse assediata dalla pandemia, il Presidente del Parlamento Europeo Sassoli aveva già posto la questione dell’inadeguatezza del budget europeo, minacciando il veto di Strasburgo nel caso in cui la proposta per il Quadro Finanziario Pluriennale non fosse stata sufficientemente ambiziosa per garantire all’Ue i mezzi necessari per affrontare le sfide future come il Green Deal, la transizione digitale e l’ “Europa geopolitica”. 

Ma che cos’è questo Quadro Finanziario Pluriennale?  È il bilancio a lungo termine dell’UE: assicura l’ordinato andamento delle spese dell’Unione entro i limiti delle sue risorse proprie e stabilisce disposizioni che il bilancio annuale dell’Unione deve rispettare, gettando così le basi della disciplina finanziaria. Dopo una proposta iniziale della Commissione europea, il QFP deve essere approvato dal Consiglio dell’UE, che garantisce che tutti gli Stati membri facciano parte dell’accordo, per raggiungere il quale è necessaria l’unanimità, e dal Parlamento Europeo.

Il bilancio dell’UE per il 2020 ammonta a: 172,3 miliardi di EUR in impegni. Sembra una cifra consistente ma in realtà il bilancio europeo nel suo complesso è inferiore al solo bilancio di un Paese come l’Austria. 

A differenza di quelli nazionali, il bilancio dell’UE è un bilancio di investimenti: non finanzia la protezione sociale, l’istruzione primaria né la difesa nazionale, bensì investe nei settori chiave che forniscono un valore aggiunto europeo promuovendo la crescita e la competitività.

Il 2 maggio 2018, la Commissione aveva presentato le proposte legislative relative ad un nuovo QFP per il periodo 2021-2027.

Gli eurodeputati avevano dunque proposto di aumentare il bilancio UE dall’1% circa all’1.3% del reddito nazionale lordo proprio per rispondere alle aspettative dei cittadini. 

È questo dunque il contesto nel quale si inserisce il discorso di David Sassoli: “I deputati avevano già fissato obiettivi ambiziosi prima della crisi attuale. Non è il momento di abbassare le nostre ambizioni e di accontentarci di un piano e di un bilancio che non siano all’altezza delle sfide che ci attendono”, soprattutto perché “la crisi ha aumentato lo squilibrio tra le regioni europee. Il piano di ripresa dovrebbe contribuire a colmare questa lacuna”.

Durante la sessione plenaria della prossima settimana, il Parlamento europeo voterà una risoluzione sul piano di ripresa e un rapporto di iniziativa legislativa che propone un Piano d’emergenza. 

“L’aumento dei massimali delle Risorse Proprie annunciato dalla Commissione è un buon punto di partenza, ma dovrebbe essere permanente ed accompagnato da nuove risorse proprie che rimangano un prerequisito per qualsiasi accordo sul QFP. L’Europa è duramente colpita dalla crisi attuale. Noi, come leader europei, dobbiamo essere all’altezza di queste sfide. Dobbiamo proteggere chi tra noi è più debole. Ora come non mai, l’Europa ha bisogno di essere più forte per il bene dei suoi cittadini che ci osservano e aspettano delle risposte da noi”, ha concluso il Presidente del Parlamento Europeo.