I Verdi tedeschi puntano al voto centrista con un nuovo manifesto

w_56772554-800x450-1 [EPA-EFE | Filip Singer]

Con la loro nuova bozza di programma elettorale, i Verdi tedeschi vogliono finalmente dire addio alla loro immagine di partito di opposizione. La protezione del clima e gli investimenti verdi restano centrali, ma le loro idee per la politica fiscale e finanziaria potrebbero risultare controverse.

Sotto il titolo “Germania. Tutto è possibile”. [Deutschland. Alles ist drin.] i Verdi hanno esposto le loro proposte per i prossimi quattro anni in un manifesto di 137 pagine che sarà definitivamente chiuso prima delle elezioni di settembre.

“Dopo un’era di politica a corto respiro, noi rappresentiamo una forza di resistenza, una bussola dotata della giusta assertività per guidare il nostro paese – nel cuore dell’Europa, di fronte al mondo – verso un futuro migliore”, si legge nella prefazione.

Il partito si sta concentrando prima di tutto sul tema centrale della protezione del clima e dell’ambiente, con la questione da far rientrare in tutti i ministeri nel tentativo di aiutare la Germania a limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi.

I Verdi intendono ridurre le emissioni di CO2 del paese del 70% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, invece dell’attuale 55%. I sussidi per i combustibili fossili terminerebbero, il fotovoltaico verrebbe promosso e l’eliminazione graduale del carbone verrebbe anticipata dal 2038 al 2030.

Per le industrie e per le regioni che sono state particolarmente dannose per il clima, verranno utilizzati fondi di trasformazione mirati a dare vita a una “economia di mercato socio-ecologica”. Tuttavia, non vengono forniti dettagli sul livello di spesa previsto in tal senso.

La politica economica e finanziaria del partito sarà probabilmente controversa. La ricerca, lo sviluppo, le infrastrutture di trasporto, l’economia senza CO2, la ristrutturazione degli edifici e l’espansione della banda larga dovrebbero essere promossi con un programma di investimenti di 50 miliardi di euro all’anno.

Il denaro potrebbe provenire da una tassa sul patrimonio di due milioni di euro o più e da una tassa sulle società digitali come Google, Facebook e simili.

Direzione invece di divieti

La bozza di programma è attenta ad evitare posizioni estreme. “Lo descriverei come un programma di fattibilità”, ha detto a EURACTIV Germania il politologo Wolfgang Schroeder dell’Università di Kassel.

Per esempio, sui temi dell’eliminazione graduale del carbone o del motore a combustione interna, vengono date indicazioni, ma “il tutto non si presenta come una posizione proibitiva o un ultimatum, ma rimane nello stile della negoziazione”, ha detto Schroeder.

Per esempio, il partito dice che è “impegnato” a completare l’eliminazione del carbone entro il 2030. Nel frattempo affermano di “volere” l’eliminazione del motore a combustione interna dal 2030. Schroeder considera quest’ultimo punto non realistico e ritiene che dovrebbe essere inteso come una dichiarazione di indirizzo.

La pubblicazione della bozza di programma venerdì (19 marzo) è stata prontamente accolta dalle critiche degli ambientalisti, anche all’interno delle stesse fila del partito.

Jakob Blasel, un ex portavoce del movimento Friday For Future che ora corre come candidato dei Verdi, ha detto che “non riesce a far emergere completamente le misure necessarie”. In particolare, ha detto, la proposta del prezzo della CO2 è “troppo poco ambiziosa” e le misure per intervenire su tale prezzo sono “poco aggressive”.

Queste voci critiche potrebbero aiutare i Verdi nelle elezioni, pensa Schroeder, perché mandano un segnale importante al centro della società: se gli attivisti rifiutano i Verdi, questo li fa apparire più moderati, e quindi eleggibili.

“I Verdi perderanno ai margini,” a favore di micro-partiti come i Climatisti, ha detto Schroeder, ma i guadagni nei confronti della grande maggioranza degli elettori supereranno di gran lunga le perdite. “Questa è la bellezza di questa strategia programmatica”, ha detto il politologo, aggiungendo che vede il programma come un’offerta di coalizione a tutti i partiti.

“Noi siamo il partito europeo”

L’Europa è il secondo tema che attraversa la bozza del manifesto dei Verdi, con un’enfasi particolare sulle proposte per un Green Deal europeo, visto come il mezzo più efficace per combattere il cambiamento climatico.

“Il nostro programma elettorale mostra che siamo un partito europeo”, ha detto Franziska Brantner, portavoce dei Verdi per la politica europea, a EURACTIV. “La nostra missione è una Repubblica federale europea. Vogliamo che il prossimo governo federale non solo parli di Europa, ma che pensi e agisca in termini europei, e questo è ciò che noi Verdi sosteniamo”, ha aggiunto. Le richieste includono più decisioni a maggioranza, liste transnazionali nelle elezioni europee o misure per far rispettare i diritti fondamentali europei a livello nazionale.

I ‘classici verdi’ e la digitalizzazione

La digitalizzazione è un terzo grande tema, con la richiesta di una legge sulla trasparenza per rendere i file open access lo standard nell’amministrazione, e per monitorare e impedire la discriminazione causata dagli algoritmi. La banda larga deve diventare un diritto di base, e le giovani donne devono ricevere un sostegno speciale nell’apprendimento delle competenze digitali.

“I classici temi dei verdi sono ora inclusi nell’orizzonte digitale”, ha detto l’esperta digitale del partito verde Laura Dornheim a EURACTIV Germania. Il precedente scetticismo del partito verso la tecnologia viene ora sostituito da un entusiasmo che vede la digitalizzazione come un’opportunità.

Il documento è solo una prima bozza a cura della direzione del partito, alla quale i membri che raccolgono almeno 20 firme di altri membri possono presentare emendamenti entro il 30 aprile. La piattaforma elettorale sarà decisa alla convention del Partito Verde a metà giugno.