Guerra in Ucraina, la Polonia smetterà di importare carbone dalla Russia

A partire dalla seconda settimana di agosto, le importazioni di carbone russo saranno vietate nell'Unione Europea [Shutterstock/Parilov]

La Polonia ha annunciato martedì 29 marzo il blocco delle importazioni di carbone dalla Russia, spiegando di non voler attendere una decisione comune dell’UE in merito a un embargo sulle fonti d’energia russe.

Nonostante sul suo territorio siano presenti molte miniere di carbone, la Polonia da anni acquista parte del suo fabbisogno di questo combustibile da Mosca, che viene utilizzato per la produzione di energia e il riscaldamento delle abitazioni. Il carbone russo è considerato infatti molto più pulito di quello polacco, che viene venduto come combustibile per stufe e per le centrali elettriche locali.

Nel 2018, oltre l’80% dell’energia polacca è stata generata dalla combustione del carbone. Ogni anno, il paese importa circa il 13 per cento del carbone che utilizza dalla Russia (8,3 milioni di tonnellate nel 2021), una scelta da anni criticata da sindacati e circoli minerari. Inoltre, acquista dalla Russia anche ingenti quantità di petrolio, e ha in essere un contratto per l’acquisto di gas dalla russa Gazprom in scadenza a fine 2022.

Martedì, il governo di Varsavia ha approvato una bozza di legge che gli consente, tra le altre cose, di congelare i beni delle entità che sostengono la Russia e di inasprire le sanzioni nazionali contro Mosca. Alla richiesta di ulteriori dettagli, il portavoce del governo, Piotr Müller, ha risposto che la legge punta anche a porre fine all’importazione di carbone russo. L’importazione di carbone russo in Polonia sarà vietata anche per i privati.

“Abbiamo inserito disposizioni che bloccano le importazioni di carbone dalla Russia a livello nazionale. Sfortunatamente ciò potrebbe suscitare dei dubbi legali giustificati, ma non possiamo continuare ad aspettare la reazione dell’UE al riguardo”, ha affermato Müller.

Il portavoce ha espresso rammarico per il fatto che la Polonia abbia dovuto imporre la sanzione senza il sostegno di Bruxelles, e timore che per questa scelta Varsavia venga citata davanti alla Corte di giustizia dell’UE dalla Commissione europea, che ha la competenza sul commercio dell’UE.

Assieme ai paesi Baltici, la Polonia era stata tra i più decisi sostenitori di un embargo totale dell’UE sui combustibili importati dalla Russia (gas, petrolio, carbone). Posizione che tuttavia era stata respinta per la contrarietà di diversi stati membri – tra cui l’Italia – e il veto di Ungheria e Germania

Solo una settimana fa, la ministra per il Clima e l’ambiente, Anna Moskwa, aveva annunciato che la Polonia non era pronta a imporre un embargo sul carbone russo da sola, aggiungendo però che il paese avrebbe importato il combustibile da alti paesi per l’inverno. Al termine del Consiglio europeo di giovedì e venerdì, invece, il premier Mateusz Morawiecki aveva detto che Varsavia era pronta a procedere “quasi immediatamente” con un embargo unilaterale.

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