L’Italia è il maggior beneficiario, ma resta il Paese più insoddisfatto della risposta europea alla pandemia

Casse di materiale medico donato dall'UE alla Bosnia. [EPA-EFE/FEHIM DEMIR]

Un sondaggio commissionato dal Parlamento Europeo e condotto da Kantar tra aprile e maggio  conferma che gli italiani sono i meno soddisfatti tra i cittadini degli Stati membri dell’azione dell’UE contro la pandemia. Solo il 16% ritiene le misure dell’Unione Europea sufficienti.

Che in Italia il ruolo dell’Unione Europea non sia sempre riconosciuto e apprezzato è cosa nota. I dati del sondaggio commissionato dal Parlamento Europeo non fanno che mettere nero su bianco qualcosa che già si sapeva. Il sentimento di insoddisfazione, però, è diffuso in tutta Europa.

Sono 21.804 gli intervistati, provenienti da 21 Stati membri. Solo Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Cipro e Lussemburgo non sono stati coinvolti. Complessivamente, il 69% di quelli che hanno risposto al sondaggio vorrebbero un maggiore coinvolgimento dell’UE nel risolvere questa crisi.

Al tempo stesso, quasi sei intervistati su dieci ritengono insufficiente la solidarietà mostrata tra gli Stati membri durante la crisi. Il 74% di coloro che hanno risposto ha sentito parlare delle misure operate finora dall’UE, ma solo il 42% le ritiene soddisfacenti.

La valutazione sulla solidarietà in Europa è per lo più negativa, con il 57% degli intervistati che si dichiara insoddisfatto. Italia, Spagna e Grecia sono i Paesi dove l’opinione è più negativa, mentre in Irlanda, Danimarca, Olanda e Portogallo è più positiva.

Anche la valutazione sulle misure introdotte dall’Unione Europea è negativa: nel 52% dei casi sono state considerate insufficienti, con il maggior grado di insoddisfazione registrato in Italia, Spagna e Grecia.

Il sondaggio del Parlamento Europeo evidenzia anche che il 58% degli intervistati ha incontrato difficoltà economiche in seguito alla crisi del Covid-19. L’Italia è ancora una volta tra i Paesi che hanno subito di più il colpo, insieme a Grecia, Bulgaria, Ungheria e Spagna.

Le conclusioni che emergono da questo sondaggio sono che, complessivamente, i cittadini europei ritengono che l’UE debba avere competenze maggiori, in particolar modo nel campo dei dispositivi medici, fondi alla ricerca sui vaccini e l’assistenza finanziaria agli Stati in difficoltà.

Eppure i Paesi dove è maggiore la sfiducia verso l’Unione Europea sono anche quelli che hanno beneficiato maggiormente degli aiuti nella risposta alla pandemia. Le cifre del nuovo Recovery Fund sono state confermate mercoledì (27 maggio) e prevedono 172,7 miliardi di euro per l’Italia e 140,4 per la Spagna.

Questa discrepanza dimostra essenzialmente che la disinformazione sulle attività dell’UE è ancora elevata. Dal sondaggio emerge che oltre tre quarti degli intervistati sono a conoscenza delle misure adottate dall’Europa, ma probabilmente queste percentuali non riflettono la reale comprensione che si ha dell’argomento.

I risultati completi dell’indagine, comprese le tabelle dei dati nazionali e sociodemografici, saranno pubblicati dal Parlamento europeo all’inizio di giugno.